Novoli, omicidio-suicidio: i telefonini di Donatella e Matteo non ci sono. Bruciati con l'auto

la carcassa dell'auto
la carcassa dell'auto
di Roberta GRASSI
3 Minuti di Lettura
Martedì 21 Giugno 2022, 16:21 - Ultimo aggiornamento: 22 Giugno, 20:15

Entrambi i telefonini, quello di lui e quello di lei, non sono stati trovati. Si pensa quindi che dopo aver ucciso la moglie, Donatella Miccoli, 39 anni, a Novoli il marito li abbia portati con sé e che siano rimasti nell'auto in cui si è dato fuoco. Se è così, considerato che non ve n'è alcuna traccia, potrebbero essere andati distrutti col fuoco. 

Giovedì l'autopsia, poi i funerali

Giovedì sarà conferito l'incarico al medico legale Roberto Vaglio per le due autopsie che le eseguirà lo stesso giorno, dopodiché sarà dato il nulla osta per i funerali che non potranno svolgersi prima di venerdì e che a quanto si è appreso potrebbero essere celebrati dal vescovo, Michele Seccia. Almeno quattro le coltellate inferte a lei, quella mortale - a quanto si è appreso - alla gola. 

Il Dna per identificare i resti 

Sui resti di Matteo Verdesca, che è formalmente iscritto nel registro degli indagati per omicidio volontario, sarà effettuato l'esame del Dna per fugare ogni dubbio sull'identificazione che pare, però, accertata dalla dinamica dei fatto. Il 38enne si è dato fuoco dopo le 5 del mattino. Ha vagato per ore, considerato che l'allarme ai carabinieri è stato dato all'1.40 tra sabato e domenica e che nel frattempo l'uomo, di Vegile, aveva chiamato la madre dicendole: «Ho fatto un casino, vai a prendere i bambini io mi uccido». 

La scintilla, un commento su Instagram

Stando ai racconti degli amici, sarebbe stato un commento a una foto di Instagram a far scattare la scintilla che ha determinato la lite, finita nel dramma. Una volta accertata l'identità dei resti ritrovati nella Twingo di Donatella in aperta campagna, domenica scorsa, il fascicolo è destinato ad essere archiviato. 

© RIPRODUZIONE RISERVATA