Chili di marijuana nell'azienda agricola. Ma il prodotto è tracciato

Martedì 14 Settembre 2021

È stato scarcerato Daniele Vitale, il 37enne di Novoli che sabato scorso era stato arrestato dai carabinieri del Nucleo operativo e Radiomobile di Campi Salentina per il reato di produzione e spaccio di sostanze stupefacenti.

 

La scoperta dei carabinieri


All'interno dell'azienda agricola di Vitale, infatti, i militari avevano trovato ben 550 piante di marijuana in piena vegetazione, alte fino a due metri; altre 75 piante di marijuana in fase di essiccazione e 17,2 chili di marijuana già confezionata in pacchi di plastica trasparente.

 

Il core business dell'azienda


Quantità importanti, certamente, ma legate comunque al core business dell'azienda agricola dell'uomo, che si occupa proprio della produzione e vendita di cannabis light. Vitale è infatti il titolare della Salento Hemp Valle della Cupa, azienda che si occupa proprio della coltivazione di grani antichi e canapa sativa, legale in Italia a patto che la concentrazione di principio attivo non superi una soglia stabilita dalla legge.
Accompagnato dal legale Francesco Tobia Caputo, Vitale è comparso ieri mattina dinanzi al giudice Cinzia Vergine ed ha risposto alle sue domande spiegando quale sia e come si svolga la sua attività. L'avvocato ha anche prodotto tutti i documenti che dimostrano la tracciabilità dei semi di canapa legale acquistati e questo ha convinto il giudice a scarcerare l'uomo.

 

Ad agosto la visita di Ornella Muti

 

Proprio l'azienda di Novoli oggetto dei sequestri lo scorso agosto aveva ricevuto la visita di Ornella Muti e della figlia, Naike Rivelli, che con una serie di post su Instagram avevano annunciato la nascita dell'associazione Ornella Muti Hemp club, con lo stesso Vitale come segretario, e con obiettivo quello di incoraggiare la produzione della canapa per dar vita a una serie di iniziative di green economy. Per quanto riguarda la Salento Hemp, ora la battaglia per scongiurare la distruzione delle piante oggetto del sequestro si sposta sul piano legale: i valori di principio attivo contenuto nelle piante, purché queste siano delle varietà la cui coltivazione è consentita, possono oscillare anche in base alle condizioni ambientali o climatiche. Bisognerà quindi capire se i valori oltre la soglia emersi dalle analisi dei carabinieri dipendano da un fattore accidentale o da una condotta dolosa. Sequestro e arresto sono arrivati proprio nei giorni in cui, a livello nazionale, è partita la raccolta firme per il referendum per depenalizzare la coltivazione di cannabis.
V.Bla.
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Ultimo aggiornamento: 17:33 © RIPRODUZIONE RISERVATA