«Noi non vaccinati e finora penalizzati potremo finalmente tornare in servizio»

«Noi non vaccinati e finora penalizzati potremo finalmente tornare in servizio»
di Andrea TAFURO
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Giovedì 3 Novembre 2022, 07:34 - Ultimo aggiornamento: 10:34

«Un provvedimento atteso che consentirà ai medici contrari alla vaccinazione sperimentale per il Covid di tornare in servizio. Dopo anni difficili, l'importante ora sarà ritrovare collaborazione ed un clima di serenità in corsia». Soddisfatto dell'intervento del governo Meloni con il decreto di reintegro dei sanitari no vax e convinto sostenitore delle posizioni contrarie all'obbligo vaccinale è il dottore Agostino Ciucci, medico nel Pronto soccorso di Lecce, unico nel reparto di emergenza urgenza del Vito Fazzi, ad aver avuto la sanzione della sospensione.


Dottore Ciucci, come giudica il decreto legge emanato dal Governo che anticipa di 2 mesi il rientro in corsia dei sanitari non vaccinati?
«È un provvedimento importante, accolto positivamente non solo dai medici che non avevano eseguito l'intero ciclo vaccinale ma anche dai colleghi che ne hanno fatte tre e nutrono forti dubbi sulla quarta dose, visti gli effetti della somministrazione del siero antiCovid, per cui alcuni operatori sono stati male, mentre altri hanno ugualmente contratto il virus. Il decreto consente alla situazione di evolvere rispetto a quanto disciplinato dalla legge regionale, che se invece fosse rimasta avrebbe portato a numerose sospensioni di sanitari in servizio negli ospedali».


Con il reintegro in servizio, come sarà il rapporto con i colleghi?

«L'intento è trovare una conciliazione nella classe medica: serve un punto di incontro tra camici bianchi che hanno aderito alla vaccinazione e quelli che invece l'hanno rifiutata, per tornare a lavorare con serenità e scongiurare una possibile guerra che causerebbe solo danni al sistema sanitario. Serve una linea comune, senza giudicare il perché delle scelte, considerato che tanti medici hanno scelto il vaccino per paura e non del tutto convinti della cosiddetta scienza. Ci sono ottimi medici in entrambi i casi e viste le carenze negli organici è importante che possano tornare in corsia a svolgere la loro attività».


Ci sono dei rischi per i pazienti?
«Non esiste un pericolo per i pazienti, neppure quelli fragili, legato alla presenza dei medici non vaccinati. Le vicissitudini del passato hanno mostrato invece come molti utenti si sono infettati ugualmente in ospedale nonostante la presenza di soli medici vaccinati. Non vedo quindi il pericolo».


Come giudica invece la posizione ferma della Regione Puglia sull'obbligo vaccinale?
«Le parole di Emiliano e di qualche altro politico pugliese servono solo alla loro guerra politica e non riusciranno nell'intento di mettere i medici vax contro i no vax. Questa terapia imposta non è vaccinazione ma è sperimentazione. Se fosse stata definita cura sperimentale non ci sarebbe stata la stessa tranquillità nell'accettare la somministrazione, ma molta più diffidenza. Basta litigi quindi, guardiamo ad una nuova fase di confronto, serio e costruttivo, tra professionisti che vogliono andare avanti senza paura di doversi esprimere».


La Puglia tuttavia resta tra le Regioni a più alto rischio Covid. Come gestire questa fase?
«Non esiste solo il Covid, ma ci troviamo di fronte ad una recrudescenza del virus che proviene da coinfezioni. E con l'avvento della stagione invernale arriveranno molti virus influenzali e para influenzali. Le varianti del Covid attualmente sono diventate molto contagiose ma poco virulente, a tal punto da mischiarsi con altre infezioni di altra natura. Chiaramente se si procede al tampone passerà da infezione da Coronavirus, ma non sarà quella la principale o sola causa. Nessun allarmismo, bisognerà valutare bene la recrudescenza, perché su questo possibile incremento di valori punteranno ancora per ridare la spinta alle vaccinazioni».
 

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