Neviano è incredula: «Un destino beffardo»

Alessandro Liguori
Alessandro Liguori
di Federica SABATO
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Mercoledì 27 Novembre 2019, 10:34 - Ultimo aggiornamento: 10:53
«Alessandro era un ragazzo vivace, allegro e solare»: sono le parole di chi ha visto crescere a Neviano Alessandro Liguori, il 44enne morto nell'incidente di ieri mattina che è costato la vita anche ad altri tre operai. Prima di sposare ad Aradeo la sua Marilena, Liguori viveva appunto in via Nazario Sauro. «Non lo si vedeva quasi mai arrabbiato o con il broncio; lui era un amico meraviglioso racconta con commozione chi lo conosceva sempre sorridente perché era una persona positiva, disponibile ad aiutare gli altri e a dare una parola di conforto a chi era giù di morale; un uomo discreto, buono e generoso, che dava tutto se stesso per le persone che amava e per i suoi amici». Così era Alessandro, il quarto figlio di Angelo e Cristina, conosciuta da tutti come Tina. I suoi anziani genitori vivono ancora lì, nella casa di famiglia: sono stati gli altri figli Graziella, Antonio e Massimo ad informarli della tragedia che si era abbattuta su di loro. Già da ragazzino Liguori aveva imparato il mestiere di meccanico, perché amava i motori e le auto. Nell'officina in cui lavorava, tutti apprezzavano le sue capacità. Nonostante si fosse trasferito da una ventina di anni ad Aradeo, a Neviano lo conoscevano e lo ricordano tutti. In una piccola comunità spesso si condividono le tappe più importanti della vita, le gioie e inevitabilmente anche i dolori.
Nessuno tra i suoi amici e conoscenti trova pace. Sono tutti increduli e travolti da un dolore, con cui mai avrebbero immaginato di dover fare i conti. C'è chi pensa al destino, chi dà la colpa alle auto e ai pericoli rappresentati dalla strada, chi non riesce a spiegarsi come un dramma simile sia potuto accadere proprio a lui, che aveva tanta dimestichezza con i motori. «Alessandro ieri mattina stava andando al lavoro, come ogni giorno racconta un suo amico conosceva quella strada come le sue tasche. Mancava poco meno di un chilometro e sarebbe arrivato all'officina. Il destino ha voluto che avvenisse questa tragedia, a cui ancora non riusciamo a credere». Vite e famiglie distrutte per sempre, per una tragedia assurda. C'è poca voglia di parlare, pensando non solo a lui ma anche ai poveri operai morti sul luogo dell'incidente, mentre stavano lavorando, in una mattina che sembrava qualunque, e che invece è diventata tragica.
Tutti pensano alle sue donne ora rimaste sole: la moglie Marilena Paglialunga e la figlia Arianna, di 19 anni. Parenti ed amici non le lasciano un attimo da quando sono state informate dell'accaduto. Le due donne si abbracciano e piangono insieme, cercano di farsi coraggio l'un l'altra, perché sanno già che la loro vita d'ora in poi non sarà più come prima.

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Alessandro, quel marito e quel padre così buono, sempre presente, amico di tante persone anche a Neviano, che non ha fatto mai mancare nulla alla propria famiglia non c'è più, e purtroppo qualsiasi parola di conforto per le sue donne oggi è inutile. Come spesso accade in questi casi, il dolore viene condiviso e postato anche sui social. Nelle scorse ore, infatti, sulla pagina Facebook di Alessandro, in molti hanno pubblicato messaggi di cordoglio, considerazioni personali, frasi per ricordare momenti felici o un semplice saluto.
Incredulità, rabbia, lacrime. Sono stati in tanti a parlare del 44enne come di un angelo che guiderà e proteggerà per sempre dal cielo tutti i suoi cari. Alcuni hanno commentano un post che proprio domenica scorsa Liguori aveva pubblicato e che riguardava proprio la sicurezza e il rispetto del codice stradale. E poi ancora fotografie che aveva pubblicato soltanto qualche mese fa, mentre si trovava al mare con la moglie e i suoi amici. Era felice in quel momento, Alessandro. Quella serenità, in una vita fatta di lavoro e di tanti impegni quotidiani, aveva anche voluto condividerla via social. Momenti di allegria e spensieratezza che purtroppo non ci saranno più.
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