Sequestrate 6.000 mascherine nel Salento: ricarico del 410% e pubblicità ingannevole

Domenica 5 Aprile 2020 di Valeria BLANCO
Le mascherine sequestrate dalla Guardia di finanza
Mascherine monouso, merce preziosa in un periodo in cui indossarne una comportamento che le autorità sanitarie potrebbero rendere obbligatorio può salvare la vita. Merce così preziosa che pur di averne una (o una piccola scorta in casa) non si bada quasi a spese. Così, la sanitaria Al Vito Fazzi - Soc. Coop., che si trova proprio all'ingresso dell'omonimo ospedale di Lecce e che ne aveva a migliaia, le vendeva applicando un rincaro pari al 410 per cento. Sono stati i militari della Guardia di Finanza, agli ordini del colonnello Luigi Carbone, ad accorgersi dell'illecito e ad intervenire.  Un altro intervento  è stato effettuato in un consorzio agrario di Minervino di Lecce. In totale sono state quasi 6.000 le mascherine sequestrate.

Nei giorni scorsi si sono presentati nell'esercizio commerciale di Lecce, riscontrando intanto come le mascherine non fossero esposte all'interno del negozio, ma venivano proposte per la vendita attraverso una scheda tecnica presente sul banco cassa, tra l'altro priva dell'indicazione del relativo prezzo. Una condotta che è costata al titolare una sanzione amministrativa. Ma c'è di più: dall'esame della documentazione fiscale, i finanzieri hanno potuto rilevare come ciascuna mascherina fosse stata acquistata per 1,22 euro, iva inclusa, mentre veniva rivenduta a 5 euro, con un ricarico sul prezzo al cliente pari al 410%.

Si è proceduto, pertanto, al sequestro di 1.997 mascherine monouso nella sanitaria di Lecce, per l'ipotesi di reato di manovre speculative sulle merci: 5 euro il prezzo di ogni singola mascherina a fronte - hanno constatao i finanzieri - dei due euro praticati da altri punti vendita per lo stesso prodotto. Il sequestro è stato convalidato dal pubblico ministero di turno, Massimiliano Carducci, mentre da parte dei finanzieri proseguono gli accertamenti volti anche a capire di che tipo di mascherine si tratti: se fossero, infatti, qualificate da parte della Asl come dispositivi di protezione individuale conformi, si potrebbe procedere direttamente alla donazione ai medici che quotidianamente hanno a che fare con pazienti affetti da covid.

A Minervino i sigilli sono stati messi a 3.500 mascherine ed il titolare del consorzio agrario è stato denunciato per l'ipotesi di reato di frode in commercio, poiché quei dispositivi non sono stati trovati conformi ai livelli di protezione e a gli standard qualitattivi pubblicizzati sulla confezione.

Nei giorni scorsi analoghi sequestri sono stati effettuati da parte delle Fiamme gialle nelle altre province pugliesi: a Taranto sono stati denunciati ben otto commercianti che vendevano mascherine chirurgiche ma anche le preziosissime Ffp2 ed Ffp3 con rincari tra il 700% e il 1.500%. In un caso, mascherine acquistate per 50 centesimi venivano proposte alla vendita per 35 euro. In quel caso le 7mila mascherine, dopo la valutazione della Asl, sono state donate alla Protezione Civile. A Ostuni, invece, nei giorni scorsi un commerciante è stato denunciato perché spacciava per dispositivi sanitari delle semplici mascherine antipolvere. Infine a Fasano sequestrate, sempre dalla Finanza, 19 taniche di un falso gel disinfettante con etichetta ingannevole: Lamuchina. Ultimo aggiornamento: 6 Aprile, 11:58 © RIPRODUZIONE RISERVATA