Scopre il marito “appartato” con una vigilessa e li denuncia: l'agente indagata per assenteismo, lui per truffa

Sabato 23 Maggio 2020 di Erasmo MARINAZZO
Una agente della polizia locale del Comune di Galatina indagata per assenteismo. La Procura di Lecce ha avviato un procedimento penale per verificare se sia vero che abbia dedicato a questioni personali del tempo sottraendolo all'orario di servizio. Pochi minuti o tante ore, è una circostanza da stabilire.

Potrebbe sembrare un caso come tanti altri di cui si è occupata l'autorità giudiziaria in questi ultimi anni. E' un po' diverso, tuttavia, da quelle vicende copia e incolla del cartellino timbrato per andare a fare la spesa, a fare visita ai familiari o a sbrigare altre incombenze della vita privata. La vita privata c'entra, eccome se c'entra: l'inchiesta condotta con i poliziotti del Commissariato nasce dalla denuncia di una donna. E sostiene, questa donna, di avere colto in atteggiamenti imbarazzanti suo marito con la vigilessa.

Tutto da accertare, è una denuncia in cui c'è, e non poteva essere diversamente, una grande carica di emotività. Ed in attesa delle prove e dei riscontri promessi dalla donna, il marito intanto è stato iscritto sul registro degli indagati. e per truffa ai danni dello Stato o per concorso nell'ipotesi di reato di falsa attestazione della presenza in servizio attraverso l'alterazione dei sistemi di rilevamento delle presenze, non è stato ancora indicato.

Concorrente nel reato, comunque. E mica perché - altra situazione ricorrente nelle indagini sull'assenteismo - quell'uomo si sarebbe prestato a timbrarle il cartellino. Perché - si procede sempre in astratto, in attesa dell'esito degli accertamenti - avrebbe contribuito a distogliere la poliziotta municipale dagli obblighi di servizio.

Come, dove, per quante volte, per quanto tempo ogni volta, sono circostanze che l'uomo si troverà ad affrontare nell'interrogatorio che dovrà tenere nei prossimi giorni negli uffici della sezione Anticrimine del Commissariato di Galatina. Assistito da un legale, in quanto indagato.
I fatti che gli saranno illustrati risalgono a febbraio, quando non c'era nessuna limitazione negli spostamenti e nell'incontrare chiunque. Anche i congiunti e gli affetti più cari. La moglie sostiene che incontrò la vigilessa e li denunciò.

Con conseguenza anche sul piano personale e familiare di entrambi gli indagati: lui messo alla porta. E fin qui nulla di rilevante sotto al profilo giudiziario. Solo che questo cambiamento radicale e, per certi versi scioccante, avrebbe voluto condividerlo con l'amata in divisa.
Da qui una visita finita nel peggiore dei modi e che ha dato vita ad una nuova contestazione: l'uomo è indagato per lesioni. Perché avrebbe reagito in malomodo contro un collega dell'(ex) amata, strattonandolo e spingendolo quando lo invitò a desistere con le rimostranze di amante ferito ed abbandonato. Insomma, un uomo che ora non avrebbe più nulla da perdere. Nessuna ragione per limitarsi a riferire lo stretto indispensabile nel corso dell'interrogatorio. Un passaggio rilevante, quell'interrogatorio, anche perché potrà dare conto dell'eventuale numero delle ore sottratte al servizio per stabilire se si tratti di un fatto tenue e, dunque, di nessun rilievo penale. O se le ore siano state tante. Ultimo aggiornamento: 09:15 © RIPRODUZIONE RISERVATA