Oltre 8.000 multe pagate con bonifico: il Tar dà ragione ai cittadini. «Ora il Comune restituisca i soldi»

Oltre 8.000 multe pagate con bonifico: il Tar dà ragione ai cittadini. «Ora il Comune restituisca i soldi»
Il Tar dà ragione ai consumatori. E accoglie il ricorso presentato da Codacons e Adusbef sul pagamento delle multe "in ritardo", un caso che sollevò moltissime polemiche a Palazzo Carafa - era il 2016, sindaco Paolo Perrone - e che, ora, finirà direttamente sul tavolo della nuova Giunta con il primo cittadino Carlo Salvemini.

Il problema riguarda 8.000 verbali inviati dal 2015 in poi e pagati con bonifico bancario. In qualche caso, la valuta del bonifico consentiva l'effettivo incasso del pagamento solo dopo la scadenza dei cinque giorni previsti per il saldo con lo "sconto" del 30%. La Municipale,quindi, faceva comunque partire la notifica del verbale, comprensiva di interessi e sanzioni e i cittadini si ritrovavano a doverli pagare, nonostante avessero effettivamente fatto il versamento delle somme richieste nei tempi previsti dalla legge. 

Tre anni fa si discusse molto a lungo, in Aula e fuori, di questo tema. Perché l'allora Giunta Perrone scelse di sospendere in autotutela soltanto una parte degli 8.000 verbali interessati al problema, cioè quelli antecedenti l'1 febbraio del 2015. Lo fece appellandosi ad alcune, contraddittorie circolari ministeriali che, a dire dell'amministrazione, obbligavano l'ente a sanzionare chi pagava "in ritardo".

La strada scelta non piacque affatto né all'allora minoranza, né alle associazioni dei consumatori, che impugnarono gli atti al Tar. Specificando come le circolari del Viminale alle quali il Comune si appellava fossero contraddittorie e avessero solo «natura interpretativa e portata non vincolante per gli Enti locali» e come si potessero "congelare" tutti i verbali, senza il rischio «di procurare un danno erariale», rischio paventato dall'allora sindaco Perrone in Aula. 

Oggi, i giudici amministrativi scrivono la parola fine a quella vicenda, accogliendo il ricorso predisposto da Luisa Carpentieri per il Codacons e da Antonio Tanza per Adusbef ed entrando nel merito della questione. «In sostanza - spiegano - il Comune di Lecce, dando ragione alle tesi del dirigente di settore, riteneva che il pagamento delle multe effettuato dal cittadino nei termini di Legge, ma accreditato sul conto corrente del Comune solo successivamente a tale data, doveva ritenersi come ritardato con conseguente applicazione delle sanzioni. Ma i giudici hanno ribaltato questa visione. E a questo punto appare indubbio che i cittadini che hanno versato soldi al Comune in esecuzione di una deliberazione dichiarata illegittima, devono essere risarciti di quanto indebitamente pagato. Il Codacons e Adusbef di Lecce attenderanno l’insediamento della nuova giunta per formalizzare una richiesta in tal senso e verificare che le procedure adottate dal Comune siano assolutamente e rigorosamente improntate alla massima tutela dei cittadini».

Gli sportelli delle due associazioni sono disponibili per assistere chi fosse interessato alla questione e all’attività di recupero delle somme. «Il Comune sarà chiamato ad una pronta e tempestiva restituzione di quanto per sua illogica scelta ha deciso di incassare - chiudono Codacons e Adusbef - avviando peraltro in molti casi delle procedure esecutive in danno dei cittadini che, come ha statuito il Tar di Lecce, si sono comportati correttamente con l’amministrazione comunale».

Va chiarito che, nel frattempo - e già nel 2016 - il Parlamento ha approvato una legge risolutiva della questione e, in base alla quale venivano chiariti i termini per pagare le multe con bonifico bancario e usufruire dello sconto del 30%. Il pagamento, infatti, va ritenuto valido se effettuato entro le 48 ore successive alla scadenza del termine previsto, stabilita in cinque giorni dalla contestazione della violazione al Codice della Strada.
 
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Giovedì 30 Maggio 2019 - Ultimo aggiornamento: 17:03