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Movida, resta la stretta: a Lecce locali chiusi alle 2 sino a settembre

Movida, resta la stretta: a Lecce locali chiusi alle 2 sino a settembre
di Stefania DE CESARE
5 Minuti di Lettura
Mercoledì 27 Luglio 2022, 05:00 - Ultimo aggiornamento: 28 Luglio, 10:43

A Lecce la movida sarà “ristretta” fino al 30 settembre. Nessun passo indietro rispetto alle (contestate) chiusure anticipate per i locali serali e regole sui decibel dell’intrattenimento musicale. L’ordinanza sindacale firmata dal sindaco Carlo Salvemini, che prevede nel periodo estivo la chiusura anticipata alle 2 e lo stop a musica e suoni a mezzanotte nei pubblici esercizi del centro storico e quello moderno della città, rimarrà in vigore per tutta l’estate. 
È quanto emerso dal tavolo di confronto convocato ieri pomeriggio dal prefetto Maria Rosa Trio alla presenza del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, le associazioni Confcommercio, Confesercenti e FedImprese e ai sindaci dei comuni della provincia (alcuni dei quali collegati da remoto): da Gallipoli a Porto Cesareo, passando per Otranto.

Il confronto poi la decisione: le ordinanze restano

Dopo un confronto durato due ore, con i rappresentanti degli esercenti in prima linea per cercare di ottenere maglie più larghe rispetto alle regole adottate, il tavolo si è chiuso senza risvolti immediati sulla movida e al momento non sono in programma nuovi provvedimenti. «Abbiamo ascoltato le richieste delle associazioni. Il tavolo serviva a questo – ha commentato il sindaco Carlo Salvemini a fine riunione – ma la situazione non cambia. Non sono previsti cambiamenti rispetto all’ordinanza attualmente in vigore». Poche parole. Ma quanto basta per spegnere le speranze dei rappresentati degli esercenti che, invece, confidavano in un cambio di rotta dell’amministrazione, almeno per il mese di agosto, quando il numero delle presenze in città aumenta e gli affari per i locali notturni si moltiplicano. 

Salvemini tira dritto: in centro locali chiusi alle 2

Durante il vertice in Prefettura, Salvemini ha espresso la volontà di andare avanti per la sua strada. Almeno fino al 30 settembre. A fine estate si farà un bilancio rispetto ai risultati ottenuti in termini di sicurezza e decoro urbano e si tireranno le somme in vista della prossima estate. Sulla questione movida il sindaco era già intervenuto in mattinata, durante la commissione Attività produttive, convocata proprio per fare il punto dopo le lamentele e le proteste di questi ultimi giorni. «Non è una ordinanza punitiva né proibitiva ma regolatoria che tiene conto della necessità di tutelare interessi diversi e tutti ugualmente doverosi di attenzioni – ha ribadito Salvemini in commissione -. Sia dei titolari delle attività commerciali, che dei residenti e dei gestori di attività ricettive della nostra città. L’ordinanza è stato l’esito di un percorso che si è avviato circa un mese fa per iniziativa della Prefettura in cui si è chiesto ai sindaci l’adozione di provvedimenti regolativi, tenendo presente le linee guida dettate dal Comitato». Da qui la decisione di prevedere fino al 30 settembre la chiusura anticipata alle 2 e lo stop a musica e suoni a mezzanotte nei pubblici esercizi del centro storico e del centro moderno della città (con esclusione dei giorni 14, 15, 24, 25 e 26 agosto). «Consentire lo svolgimento delle attività notturne fino alle 2 di notte – ha sottolineato il primo cittadino in commissione - significa sostanzialmente lasciare la possibilità ai turisti e non solo di potersi sedere a un tavolo a mangiare fino all’una di notte senza nulla togliere alla vocazione turistica della nostra della nostra città».

L'opposizione attacca: «Scelte dannose»

Non sono mancate le critiche dei consiglieri del centrodestra cittadino, che già nei giorni scorsi avevano attaccato il sindaco accusandolo di «scelte dannose» non solo per gli imprenditori ma anche per l’appeal della città. «Il provvedimento è politico perché si incarica di dare risposte a bisogni della cittadinanza – ha risposto il primo cittadino -. Non sono così ingenuo da ritenere che la sola ordinanza possa essere risolutiva, tant’è che ricordo come questa amministrazione nel corso degli anni si è incaricata di assumere provvedimenti ulteriori di regolazione della vita all’interno della città storica. L’invito che rivolgo a tutti è di preservare, nel pieno riconoscimento del diritto di critica nei miei confronti, l’immagine della città. Questo continuo trasferire agli organi di informazione che Lecce è una città morta, credo che sia il peggior investimento che si possa fare su sé stessi. Trasferire l’immagine di una città allo sbando è il peggior investimento che una comunità di cittadini e operatori commerciali e turistici possa fare su se stessa».
 

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