Unisalento in lutto, addio ad Angelo Semeraro
Fondò Scienze della Comunicazione

Unisalento in lutto, addio ad Angelo Semeraro
Fondò Scienze della Comunicazione
Lutto nel mondo accademico salentino, per la scomparsa di Angelo Semeraro. Già ordinario di Pedagogia Sociale e Pedagogia della Comunicazione sociale nel Corso di Laurea di Scienze della Comunicazione che ha fondato nell'anno 2000. Semeraro era in pensione dal 2010 ma in tanti lo ricordano per il suo ruolo all'interno dell'Università salentina in seno alla quale ha proseguito fino alla fine a dirigere il "Quaderno di Comunicazione", rivista di dialogo internazionale, edito da Mimesis, Milano.

Lo ricordano così i docenti del corso di laurea in Scienze della Comunicazione:             

«Il Corso di laurea in Scienze della Comunicazione dell’Università del Salento è orfano del suo fondatore, il professor Angelo Semeraro. Alla fine degli anni ’90 Angelo Semeraro si era fatto promotore di un progetto didattico per consentire anche a Lecce il varo di un corso di studi sulla comunicazione, da lui instancabilmente definita come “communis agere”, area interdisciplinare dove testare la convivenza dei saperi umanistici, a cominciare dalla pedagogia, materia che egli interpretava con sguardo ampio e interessato a ogni forma di innovazione educativa.
Dall’anno accademico 2000-2001 fu presidente del nostro corso di laurea – salvo una breve parentesi – fino al 2009-2010, attraversando tutti gli entusiasmi e le difficoltà di un corso di nuova istituzione nato in una situazione di grande cambiamento e di investimenti pubblici decrescenti sull’università, e dirigendo la nostra struttura con impegno e dedizione assoluti. Angelo Semeraro affrontò con determinazione i momenti di assestamento del nuovo corso, e ne garantì la qualità degli insegnamenti e delle iniziative scientifiche ed editoriali, promuovendo convegni, volumi e riviste per attrezzare docenti e studenti a un’indagine sulla comunicazione in grado di colloquiare con le altre aree disciplinari e con i professionisti dell’informazione. Di lui e dei suoi tanti lavori di ricerca avremo modo di parlare più diffusamente nelle prossime settimane, dedicandogli lo spazio che un intellettuale del suo valore si merita sia nel campo pedagogico sia in quello comunicativo. Ora però è il tempo di abbracciare i suoi familiari e di partecipare al loro dolore, sapendo che si è spento un uomo cui tutti dobbiamo rispetto e riconoscenza».


 
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Martedì 15 Maggio 2018 - Ultimo aggiornamento: 20:56