Morti dopo lo sport, due casi in una settimana. Il cardiochirurgo: «Sempre un test da sforzo»

Il medico Domenico Rocco
Il medico Domenico Rocco
di Pierangelo TEMPESTA
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Mercoledì 14 Settembre 2022, 13:05 - Ultimo aggiornamento: 14:47

«Anche per chi pratica sport a livello amatoriale, sono importanti i controlli». Il dottor Domenico Rocco, cardiochirurgo del Vito Fazzi di Lecce e presidente dell'associazione Assocuore Salento, spiega quali precauzioni possono, se non evitare del tutto, almeno prevenire malori fatali durante le attività sportive. Perché, se è vero che alcuni eventi possono essere imprevedibili, è altrettanto vero che sottoporsi a controlli approfonditi prima di iniziare a praticare uno sport è l'unico modo per scoprire l'esistenza di patologie che, sotto sforzo, possono causare problemi.


Dottore, come si può intervenire per scoprire se uno sportivo all'apparenza sano soffre in realtà di patologie che possono portarlo a malori letali?
«Mentre nello sport a livello agonistico ci sono dei protocolli medici da rispettare, chi si avvicina allo sport amatoriale o occasionale dovrebbe fare almeno un test da sforzo e un elettrocardiogramma, anche se si tratta di esami non obbligatori. Sono accertamenti dai quali possono emergere segnali premonitori e che, quindi, possono mettere in allarme. È necessario sottoporsi ad esami minimi di base, che comprendono anche le analisi del sangue. Può sembrare un'esagerazione, ma non lo è: sono procedure che servono per stare tranquilli. Naturalmente, ogni caso va analizzato nel dettaglio. Tuttavia, quando le morti non avvengono sul campo, ma a distanza di ore dallo sforzo, bisognerebbe comprendere se esistessero patologie pregresse magari solo innescate dall'evento sportivo».


Esistono dei fattori di rischio che vengono sottovalutati e che, invece, andrebbero tenuti in considerazione quando si decide di praticare uno sport?
«Con la nostra associazione, Assocuore Salento, fino a prima della pandemia organizzavamo, una volta all'anno, il convegno Cuoresport, dedicato proprio all'importanza della prevenzione delle malattie cardiovascolari e intitolato alla memoria del cardiologo Antonio Montinaro. I controlli vanno fatti sempre, a maggior ragione se si è avanti con l'età o se si è in sovrappeso, se si fuma o se si soffre di ipertensione. Se ci sono patologie di base oppure si ha una storia familiare di cardiopatia, prima di sottoporsi a sforzi improvvisi è necessario almeno rivolgersi al medico di famiglia, per poi eseguire analisi del sangue ed elettrocardiogramma. A volte basta un buon esame per scoprire qualcosa di cui si ignorava l'esistenza. Poi, però, ci sono sempre gli eventi imponderabili, determinati da tipologie di aritmie che possono essere misconosciute. Ciò che fa più paura è la morte improvvisa da aritmia cardiaca, disfunzione che si può prevedere solo con determinati accertamenti molto più specifici. Per questo motivo, insistiamo molto sulla presenza e sull'utilizzo dei defibrillatori nelle strutture sportive. Sono dispositivi che possono salvare la vita. Fortunatamente, nelle scuole calcio i protocolli oggi prevedono almeno un elettrocardiogramma di base, anche per i bambini. La situazione è abbastanza sotto controllo per chi fa sport con continuità, un po' meno per gli sportivi occasionali».

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