Monteroni, madre e figlia muoiono di Covid in una settimana

Martedì 20 Aprile 2021 di Matteo CAIONE

Il Covid non dà tregua. E a Monteroni, nel volgere di una settimana, il virus ha distrutto una famiglia: ha strappato alla vita prima la mamma e poi la figlia che vivevano insieme. Il contagio non ha lasciato scampo. Domenica scorsa, al Dea di Lecce, si è spenta Maria Consolata Greco, conosciuta da tutti come Mariella. Aveva 60 anni. Nella battaglia contro il Covid, il suo cuore si è arreso proprio una settimana dopo la scomparsa dell’anziana madre, Caterina Tempesta, detta Ninetta, di 91 anni, deceduta la domenica precedente, l’11 aprile, nell’ospedale di Galatina. È stata lei, rimasta vedova da alcuni anni, ad andarsene per prima: il virus ha percorso una strada in discesa contro una persona fragile e anziana.

 

La tragedia familiare

 

Madre e figlia vivevano insieme nella loro abitazione di Monteroni. Per Ninetta il ricovero si è reso necessario proprio la sera di Pasqua. All’indomani, per l’aggravarsi della condizioni, anche la figlia è stata trasferita in ospedale. È stato l’ultimo viaggio lungo la via maledetta tracciata dal Covid. Ad assistere inermi al consumarsi del dramma il resto della famiglia: il compagno di Mariella e i due fratelli della donna, Gianni e Gabriele, che vivono nel Lazio e in Friuli, e che nell’arco di una settimana hanno detto addio prima alla madre e poi alla sorella. Una tragedia che ha colpito al cuore l’intera comunità. “Mamma e figlia - racconta don Elio Quarta, parroco del Sacro Cuore di Monteroni - erano molto unite e vivevano l’una per l’altra. Ninetta è stata responsabile dell’Apostolato della preghiera, oltre che segretaria del consiglio degli affari economici: una donna di grande fede e una figura di riferimento fin dalla fondazione della nostra parrocchia. C’è un segno che dice più di ogni parola: il Crocifisso che tuttora campeggia in chiesa è un dono che lei e il marito hanno fatto alla comunità nel 1967, per il centenario del miracolo della liberazione del paese dal colera. La figlia Mariella aveva la stessa indole: la ricordo - sottolinea don Elio - con il suo fare gentile e disponibile sin da quando, negli anni Ottanta, lavorava nel personale di cucina del seminario di piazza Duomo, a Lecce. Persone capaci di un amore semplice, vero e profondo”. Le salme, come impone il protocollo nei casi di morte per Covid, sono state accompagnate direttamente al cimitero e tumulate subito dopo la benedizione. Con grande dignità i fratelli hanno affrontato un dolore enorme. “Non eri una madre severa, ma giusta, non eri una madre apprensiva, ma premurosa. Non eri una madre che abbondava in carezze, ma le dispensavi con sapiente dolcezza; non eri una madre modello ma eri nostra madre e per noi sei stata perfetta”, è stato il messaggio dei figli Gianni e Gabriele, che hanno poi avuto parole di profondo affetto anche per la sorella Mariella: “Eri come un albero fragile, ma capace di offrire un’ombra rassicurante. Eri un piccolo albero, ma i tuoi fiori emanavano fragranze di sincero amore e fraterna amicizia”. La comunità di Monteroni, che sin dall’inizio dell’emergenza sanitaria ha pagato il suo prezzo all’avanzata del Covid, piange Ninetta e Mariella, tradite e stroncate dal Covid prima di riuscire ad effettuare il vaccino. “Non ho parole - dice il sindaco Mariolina Pizzuto - per esprimere il mio cordoglio. È un lutto per tutto il paese. Ninetta e Mariella sono andate via da sole, senza il conforto di una carezza e senza la possibilità di un funerale. E questo non fa altro che aumentare il dolore. Non meritavano un addio del genere, erano persone dal cuore grande”.

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