E Cristiano nasce in casa: non accadeva da 30 anni

E Cristiano nasce in casa: non accadeva da 30 anni
Storico fiocco azzurro in quel di Monteroni. Dopo circa trent'anni dall'ultima volta, un bambino nasce in paese. Un parto in casa, anziché in ospedale, voluto dai genitori e assistito da due ostetriche professioniste.
Il piccolo si chiama Cristiano, uno splendido pargolo di 3 chili e 160 grammi. È venuto al mondo domenica scorsa. E ieri mattina papà e mamma lo hanno registrato all'ufficio anagrafe di piazza Falconieri, tra lo stupore e la gioia di amministratori e impiegati comunali, che di fatto non si erano mai imbattuti in una dichiarazione di nascita. Il lieto evento è avvenuto tra le mura domestiche, alla periferia di Monteroni. «L'ultimo caso, peraltro isolato, risale al 1990», sottolinea l'ufficiale dello Stato civile, Anna Rita Cuna. Ma l'abitudine di partorire in casa è tramontata definitivamente e quella del piccolo Cristiano può essere considerata una nascita storica per Monteroni come per l'intero Salento: un ritorno al futuro.
«Siamo felicissimi di questa scelta suggerita dalle brave e preparatissime ostetriche. Con questa emozionante esperienza - racconta Gaia Amalfitano, la giovane mamma - ho scoperto che è possibile sentirsi più sicuri e tranquilli a casa che in ospedale. Nella tua abitazione sei in un ambiente intimo, sei circondata da persone che sono lì solo per te. Ho partorito il mio primo figlio a Roma, in un grande ospedale. E devo dire che c'è una differenza abissale. Nel caso di una gravidanza che decorre in maniera naturale e senza problemi, consiglierei a tutti di far nascere i figli in casa». Il piccolo Cristiano ha visto la luce con l'aiuto fondamentale delle ostetriche Francesca Spertingati e Mileva Operoso. E tutto è avvenuto in una cornice di sicurezza e serenità. «È stata una scelta per favorire la naturalità del parto senza ospedalizzazione: si va nei reparti a causa di patologie, e il parto è invece un evento naturale. E al cospetto di una gravidanza fisiologica, è bello che ciò avvenga in casa. Tant'è che il bambino è stato in ospedale solo per gli screening di routine», sottolinea il papà Mirko Loffa. «Peraltro, il sistema sanitario nazionale - aggiunge il padre - stanzia 5mila euro per un parto in ospedale, quello in casa costa invece 2mila euro ed è a carico dei genitori. È un peccato che la regione Puglia non abbia un'apposita legge. Altre regioni invece hanno previsto anche dei rimborsi proprio in virtù del risparmio che questa scelta produce per le casse pubbliche. Diversamente, il parto in casa resta una possibilità solo per chi se lo può permettere».
Mirko e Gaia si sono trasferiti da Roma a Monteroni solo da pochi mesi. E pur essendo monteronesi d'adozione, hanno firmato un evento storico per tutta la comunità. «È un episodio rarissimo in generale, direi unico - dice il sindaco Angelina Storino - nella storia del paese degli ultimi decenni. In ospedale si rischia di spersonalizzare tutto. Partorire in casa, se non ci sono controindicazioni per la salute di madre e figlio, fa davvero vivere appieno la bellezza della maternità. È un lieto evento per l'intera Monteroni».
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Giovedì 6 Dicembre 2018 - Ultimo aggiornamento: 19:05