Minacce e attentati ai sindaci: Salento in maglia nera. E' fra le prime dieci province d'Italia

Minacce e attentati ai sindaci: Salento in maglia nera. E' fra le prime dieci province d'Italia
di Matteo CAIONE
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Mercoledì 7 Luglio 2021, 05:00 - Ultimo aggiornamento: 08:57

Intimidazioni, attentati e minacce nei confronti dei sindaci: Salento in maglia nera. E i primi dati del 2021 aggravano una tendenza che non accenna a calare. Anzi. Con la novità - in negativo - che l’aumento si allunga anche sul fronte dei social.
Il primo trimestre fotografa l’aumento dei casi in Italia e la provincia di Lecce risulta tra le prime dieci nella classifica nazionale. A dirlo sono i numeri elaborati dal Servizio analisi criminale della Criminalpol presso il dipartimento della Pubblica Sicurezza e che sono diventati un report. Un campanello d’allarme. Il luogo e il mezzo preferito per intimidire è ormai il web, ovvero la piazza virtuale. È una fotografia scattata sulla base dei dati forniti dalle prefetture e che riguarda il primo trimestre del 2021. 

Il focus


L’elemento che emerge sin da subito è che la pandemia ha esacerbato gli attriti soprattutto tra le fasce più deboli della popolazione e gli amministratori comunali e, in particolare, i sindaci. Lockdown, divieti e restrizioni hanno fatto fibrillare gli equilibri sociali ed economici. E l’emergenza sanitaria ha pesato come un macigno sull’indebolimento delle condizioni di vita. 
A pagare lo scotto di questa situazione sono stati gli esponenti delle istituzioni più vicini ai cittadini e quindi più esposti, ovvero i sindaci (soprattutto), ma in alcuni casi anche assessori e consiglieri comunali. Proprio all’avamposto dello Stato sul territorio, cioè ai governanti della porta accanto, i cittadini chiedono e attendono risposte concrete e risolutive. 
L’analisi dei dati relativi ai primi tre mesi del 2021 mostra un aumento del 31,4% di intimidazioni agli amministratori locali rispetto allo stesso periodo dell’anno 2020. In Italia sono stati registrati 180 casi di intimidazioni nel primo trimestre di quest’anno (erano 137 nel primo trimestre 2020): 93 di matrice ignota (51,6%), 28 di natura privata (15,5%), 22 per tensione politica (12,2%), 21 per tensioni sociali (11,6%), 14 di criminalità comune (7,8%) e 2 di criminalità organizzata (1,1%). In particolare in Lombardia (si passa da 18 a 38 casi) e Campania (da 18 a 26): impennata di episodi nelle province di Milano (da 1 a 20) e Napoli (da 6 a 12). Poi, 8 casi a Brescia, 9 a Torino. 

Emergenza Salento


Ma accendiamo i riflettori sul Salento. Lecce è tra le prime 10 province italiane (con 5 episodi in tre mesi) al pari di Bergamo, Messina, Genova, Salerno, Caserta. L’unica in Puglia a comparire in questa top ten “al negativo”. 
Ma se nel far di conto, oltre al numero dei casi, si guarda all’incidenza delle intimidazioni in rapporto alla popolazione, oltre all’ingresso nella top-ten Lecce rischia di sfiorare addirittura il podio di questa particolare classifica dove i primi gradini sono quelli peggiori. La media nazionale è di 0,30 atti ogni 100mila abitanti, il Salento va oltre il doppio con un’incidenza pari a 0,62 episodi ogni 100mila abitanti: un dato uguale a quello della Calabria e superiore a quello della Campania (0,45). 
Il Salento, come si diceva, è il fronte pugliese più allarmante: Lecce è la provincia che su questo fronte è quella peggio posizionata di tutta la regione (in Puglia l’incidenza è 0,42). Un dato che desta non poche preoccupazione tra gli addetti ai lavori perché segnala un fenomeno radicato rispetto alla percentuale della popolazione complessiva: una differenza marcata, quella della provincia di Lecce, anche rispetto a territorio comunque complessi, sul fronte criminale, come quelli del Foggiano o delle aree più densamente popolate come Bari e Taranto.
Guardando, quindi, alle regioni svetta la Lombardia dove è stato segnalato il maggior numero di atti intimidatori (38), poi Campania (26), Sicilia (20). Quarta la Puglia, con 17 eventi criminosi, e poi la Calabria (12). 
In merito ai 17 episodi pugliesi (13 rivolti contro sindaci), quasi il 30% del totale nella sola provincia di Lecce (5 casi). A finire nel mirino sono soprattutto i primi cittadini con 97 casi a livello nazionale nel primo trimestre (pari al 53,9% del totale), poi gli assessori con 31 episodi (17,2%) e con 30 eventi criminosi (16,7%) i consiglieri comunali.

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