Mille ulivi sul tracciato: espianti e abbattimenti. Avanza la Regionale 8

Senza intoppi, tra mille espianti e abbattimenti. Il cantiere della nuova Regionale 8 va. Le ruspe spianano il tracciato, gli escavatori ne modellano la sagoma che, ormai completa, sfiora palme, masserie e piccole pagghiare, tremanti nel cuore del Fondone come boe in mezzo al mare.

In molti hanno aspettato più di vent'anni. Sessanta operai lavorano, ora, a spron battuto da quasi due mesi per eseguire l'ammodernamento e la messa in sicurezza dell'arteria che collega il capoluogo salentino a San Foca (marina di Melendugno), opera da 55 milioni di euro finanziata dalla Regione Puglia ma autorizzata, fin qui, limitatamente a una parte del primo lotto, tra Lecce e Strudà. Dopo l'attesa, spezzata nel 2014 per qualche settimana, sono tornati al loro posto: «E non ci sembra vero», sussurra, impolverato, uno di loro.
Il sacrificio spetta, adesso, a chi, purtroppo, voce non ha. In quantità, centinaia di ulivi, infetti da xylella e non, cominciano, infatti, a passare al setaccio. Ne saranno eradicati quasi 1500. Un corpo verde - color grigio dov'è malato - saluta il paesaggio natìo, a valle della Provinciale 298 (tra Lecce e San Cataldo), in agro di Lizzanello. Abbattuti perché colpiti dal virus, già 398 esemplari hanno ceduto spazio alla futura lingua d'asfalto; 29, da reimpiantare, hanno, invece, subìto espianto. Ma ce ne sono altri 500 che attendono verdetto. Poi toccherà ai restanti 400, tranche finale. Appesi al busto, espongono cartellini numerati: sono tutti campionati. Il Servizio Fitosanitario ne sta analizzando lo stato di salute per definirne il destino, che la geolocalizzazione consentirà, comunque, di osservare.

Prospettiva non gaia. Tale è quando l'opera in progetto è di pubblica utilità. «Abbiamo ottenuto i dovuti permessi per procedere con le piante di olivo», dice il responsabile dei lavori che, a richiesta, porge il relativo atto dirigenziale regionale (il numero 0036093 del Dipartimento Agricoltura) e poi scivola veloce con la sua jeep lungo il tratto in esecuzione del I stralcio del primo lotto: la cosiddetta bretella che allaccerà la Tangenziale Est (Lecce) al rondò dei Giardini di Atena (Merine).

«Rispetto a un mese fa, non c'era tutto questo», commenta con una certa soddisfazione. Ed è vero. Alla metà di giugno, il cantiere offriva una visione nettamente diversa, meno ampia e definita. Il traffico si è intensificato e più denso appare anche il colore del manto. Con i mezzi delle società del gruppo Palumbo di Sternatia (Leadri e Co.ce.mer) aggiudicatario dell'appalto - fra i più corposi, contesi e contestati di questa provincia -, ne transitano, infatti, alcuni appartenenti ad altre ditte che scaricano sul manto del terriccio piuttosto bruno. «E' fresatura d'asfalto», incalza il capocantiere. Un materiale considerato rifiuto speciale solo fino a un anno fa, quando il decreto del ministro dell'Ambiente e della Tutela del territorio, Gian Luca Galletti, entrato in vigore il 3 luglio 2018, ne ha elevato il grado, rendendo - a certe condizioni - il conglomerato bituminoso derivato riutilizzabile in edilizia.

Spianatura, scavo e scarificazione. Ma non solo. In molti punti, sono presenti voluminosi tubi neri. Anche le opere idrauliche sono, infatti, in corso d'opera. «Questa - spiega il responsabile del cantiere in prossimità di un profondo e ampio scavo rettangolare - è la vasca in cui confluiranno le acque della piattaforma stradale. Siccome, attraversando gli strati di conglomerato bituminoso, l'elemento liquido diventa inquinante, stiamo creando, al bordo, condotte attraverso cui le acque saranno canalizzate nella vasca, dissabbiate, disoleate e, infine, tramite dei pozzi che dobbiamo ancora realizzare, riversate in falda». Due vasche sono state già realizzate in area Fondone. E altrettante sono spuntate tra Merine e Strudà.

Superato il complesso Agave, in direzione San Cataldo, è la via intitolata all'agente segreto Nicola Calipari che, dietro cumuli di terra e sterpaglia, svela la testa del cantiere, con i macchinari in azione al fianco del Centro Ippico Militare Federico Caprilli come non poco più in là, verso Sud, avviene nei tratti di proprietà di Sis Immobiliare. Il contenzioso al Tar di cui è a ancora oggetto il relativo provvedimento di esproprio, rende inviolabile l'area alle ruspe, al pari di altre porzioni adiacenti alla Provinciale1.

Naturali e artificiali, le interferenze sono numerose. Anche tre linee elettriche ricadono nel perimetro del progetto di variante della nuova Regionale8. «Ma non manca molto. Per ottobre, massimo fine anno, la bretella sarà completa», assicura il capocantiere, allungando leggermente la stima di un mese fa. E il verbale che autorizza l'apertura del cantiere anche su via Merine, per il raddoppio delle corsie tra Lecce e i Giardini di Atena? «Quello - dice il geometra - ancora non c'è».
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Martedì 23 Luglio 2019 - Ultimo aggiornamento: 15:10