Mignone: «Vigili maleducati» E scoppia la lite con Zacheo

Lunedì 12 Ottobre 2020

Dice un proverbio: il saluto non si nega mai a nessuno. Tranne a Palazzo Carafa.
A far notare l'assenza delle regole base dell'educazione è il presidente del Consiglio Carlo Mignone che riprende, con tanto di nota scritta, il comandante dei vigili e i suoi agenti, ad un più puntuale atteggiamento educato.
È quindi con tanto di documento scritto - indirizzato al dirigente Settore Polizia Locale, Donato Zacheo, all'assessore Sergio Signore e per conoscenza al sindaco Carlo Salvemini, ai consiglieri tutti, al segretario generale e al dirigente del Settore Sviluppo Organizzativo e gestione delle risorse umane, Raffaele Parlangeli - e riferimento al Regolamento del Corpo di Polizia Locale (art.49), Mignone ricorda al comandante il dovere al saluto nei confronti delle autorità: sindaco e assessori, in primis. Quel saluto che a dire del presidente Mignone «ad oggi rimane quale sporadica ed eccezionale manifestazione dovendo, al contrario, divenire la regola». Prassi di buona educazione che secondo Mignone mancherebbero anche agli agenti che fanno parte del corpo di polizia locale. «Nelle comunicazioni telefoniche con altri uffici dell'Ente o di altre amministrazioni ovvero con gli utenti il dipendente palesa l'ufficio di appartenenza ed il suo nome e cognome». Sarebbero infatti numerose le segnalazioni provenienti dagli utenti che «riportano la mancata indicazione di nome e cognome da parte dei dipendenti o del dipendente che risponde al centralino del Comando - scrive Mignone - È evidente la necessità di intervenire contrastando un siffatto comportamento contrario ai principi di massima educazione, correttezza, completezza e trasparenza delle informazioni».
Un richiamo che al comandante dei vigili urbani Donao Zacheo non va giù e che risponde in una nota: «Suscita non poca sorpresa il richiamo al dovere del saluto che ha voluto indirizzare al sottoscritto», il presidente del Consiglio Mignone, scrive Zacheo. Non fosse altro perché tutti i componenti del Corpo di Polizia Locale «sono da sempre avvezzi a rivolgere il saluto a chiunque si relazioni con loro a prescindere dalla carica rivestita così come previsto dallo stesso Regolamento», la difesa del comandante ai suoi vigili. E poi invita lo stesso Mignone a segnalare eventuali «episodi nei quali un singolo operatore non si attenga al dovere» del saluto «al fine - aggiunge Zacheo - di poter avviare specifico procedimento disciplinare nei confronti del responsabile».
«Aderisco al suo invito di segnalare comportamenti come quelli evidenziati e per tanto la invito ad auto segnalarsi all'organo disciplinare competente - risponde Mignone a Zacheo - perché al di là del saluto formale non posso non evidenziare anche la mancanza degli elementari principi di buona educazione».
E tant'è. Zacheo da parte sua resta sulla posizione che il comportamento del corpo dei vigili è sempre corretto e critica il presidente Mignone che invece non ha mai espresso «pubblicamente parole di apprezzamento per l'attività svolta dagli operatori». Da parte sua Mignone si appella al diritto alla critica che troppo spesso viene «interpretato come lesa maestà».
F.Soz.
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