Mercatone Uno, è corsa all'acquisto: 24 società interessate

Giovedì 10 Ottobre 2019 di Pierpaolo SPADA
Scatta la corsa all'acquisto di Mercatone Uno. Posta in vendita il 19 luglio scorso dopo il fallimento della società proprietaria Shernon Holding, la catena commerciale comincia ad attrarre. Dei 144 potenziali investitori contattati dai commissari straordinari, 24 hanno manifestato interesse e 11 hanno richiesto accesso e sono ancora attivi nella data room. È quanto emerso all'esito del tavolo svolto, l'altro ieri, al ministero dello Sviluppo economico.
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I prossimi 20 giorni saranno decisivi. Entro le 19 del 31 ottobre, chi è davvero interessato ad acquistare i punti vendita dello storico marchio dovrà formalizzare la proposta vincolante. Dal canto loro, i commissari si adopereranno al meglio nei confronti degli investitori maggiormente interessati e ritenuti più affidabili. A tal fine, hanno anche proposto l'apertura di un confronto con le Regioni e i Comuni coinvolti, così che possano essere eventualmente individuati percorsi di semplificazione burocratica per le volture di licenze e immobili. E sul fronte istituzionale il consenso a tale proposta è giunto puntuale.
Insomma, è in atto un vero e proprio forcing per assicurare un futuro alla catena commerciale e a tutti coloro che fino a qualche mese fa vi hanno trovato impiego. Non c'è da perder tempo. Entro il 31 dicembre, giorno in cui scadranno gli ammortizzatori sociali, la procedura di vendita dovrà, infatti, essere completata.
Intanto, però, più di qualcosa è cambiato. I numeri riguardanti i dipendenti e i punti vendita non sono, infatti, più quelli di partenza. Al confronto ministeriale, al quale hanno partecipato anche i sindacati e i rappresentanti delle Regioni, i commissari straordinari hanno, infatti, spiegato che i dipendenti sono complessivamente 1731. Rispetto ai 1824 iniziali se ne contano 93 in meno per effetto di dimissioni e licenziamenti individuali. In Puglia sono 256 gli addetti che fino al giorno del fallimento di Shernon hanno prestato servizio. E di questi, circa la metà (123) operava nel Salento.
Quanto alla gestione dei punti vendita, gli stessi hanno riferito che sono in corso d'opera azioni funzionali al contenimento dei costi e attività di manutenzione. Con riguardo ai punti vendita, l'amministrazione straordinaria ha comunicato che a oggi dispone di 48 dei 55 iniziali. Alcuni di questi sono sotto sequestro per procedura penale, altri sono in affitto e la restante parte è stata oggetto di sfratto. Fattispecie che riguarda, in Puglia, il punto vendita di San Cesario di Lecce dov'erano impiegati 42 addetti. Un caso nel caso, che preoccupa. Tutte queste persone, anche qualora la cessione della catena commerciale andasse in porto, non godrebbero, infatti, più della propria sede operativa. L'unica alternativa, già peraltro attivata nel periodo precedente al fallimento, sarebbe il trasferimento in altra sede.
In ragione delle molte e diversificate situazioni riguardanti i singoli punti vendita, i sindacati hanno, pertanto, chiesto a Mise e amministrazione straordinaria maggior coinvolgimento. Alle Regioni è stato, invece, ribadito l'invito all'avvio di politiche attive, le stesse che la Regione Puglia, prima in Italia, ha già previsto ed è in procinto di attivare nei primi giorni di novembre: corsi di formazione e riqualificazione professionale (max 210 ore) retribuite (6 euro l'ora). «Questo è un tavolo di crisi cui il governo tiene molto e che rappresenta per noi un obiettivo irrinunciabile: salvare il lavoro di tante persone e famiglie e riportare stabilità nel gruppo», afferma la deputata del Movimento Cinque Stelle Soave Alemanno. Tre settimane separano Mercatone Uno dal primo atteso traguardo.
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