"Associazione a delinquere e corruzione". Parcheggi, lidi e appalti: indagati il sindaco Potì e altri quattro

Venerdì 15 Gennaio 2021 di Roberta Grassi

"Associazione a delinquere e corruzione": sono alcune delle accuse nell'inchiesta della Procura sul Comune di Melendugno. Ora c'è una proroga di sei mesi che riguarda cinque indagati: il sindaco, Marco Potì, il comandante della polizia locale Antonio Nahi, una consigliera di maggioranza, Sara Candido, l’ex amministratore Oronzo Maurizio Cisternino e il titolare di uno stabilimento balneare di San Foca, Andrea Fasiello.

Le accuse ipotizzate dal pm Massimiliano Carducci sono diverse e contestate a vario titolo senza che siano ancora stati formulati specifici capi d’accusa e, quindi, riferimenti alle persone coinvolte (come sempre accade in fase di indagine, ancora coperta da segreto): associazione per delinquere e corruzione, come si diceva, ma anche abuso d’ufficio, rivelazione di segreto d’ufficio, turbativa d’asta e falso ideologico. 

L'inchiesta è partita lo scorso luglio quando la Polizia provinciale, su delega della procura di Lecce, si recò a Melendugno con un’ordine di esibizione di documenti. Furono prelevati gli atti riguardanti, in particolare, alcuni appalti e  parcheggi stagionali nelle marine, ma anche il conferimento di incarichi a professionisti per consulenze e la concessione di suolo pubblico di diverse attività commerciali. L’obiettivo degli inquirenti è di verificare eventuali favori. Fu acquisita una cinquantina di fascicoli.

In quell'occasione il sindaco Potì confermò quanto si era verificato, specificando che il riferimento investigativo era agli anni 2019 e 2019 e si disse fiducioso nel lavoro della magistratura e sicuro dell’infondatezza di qualsiasi ipotesi di reato. La richiesta di proroga reca la data del 4 dicembre scorso, ma è dal 21 dello stesso mese che decorrono gli ulteriori sei mesi richiesti per continuare con gli approfondimenti che potranno proseguire fino a giugno, tenuto conto anche di eventuali prevedibili sospensioni. Gli avvocati che seguono la vicenda sono Giuseppe Corleto e Roberto Rella.

Il pm Carducci sottolinea «la particolare complessità delle indagini su vicende protrattesi per un lungo periodo temporale e coinvolgenti numerosi indagati, rispetto alle cui specifiche posizioni va accuratamente esaminato e approfondito il materiale probatorio acquisito al Comune e in corso di acquisizione, attività necessaria in quanto solo al termine della medesima potranno essere assunte le definitive determinazioni sull’eventuale esercizio dell’azione penale». Da qui la richiesta di tempo per indagare ancora, per verificare tutto puntualmente, senza per il momento dover fare cenno (non è previsto) alle presunte irregolarità riscontrate che potrebbero non trovare alcun riscontro.

Ultimo aggiornamento: 22:28 © RIPRODUZIONE RISERVATA