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Arrivò al pronto soccorso con la febbre alta ma venne dimessa. Richiesta di rinvio a giudizio per 12 medici

La giovane mamma aveva un'infezione ai reni

Arrivò al pronto soccorso con la febbre alta ma venne dimessa. Richiesta di rinvio a giudizio per 12 medici
3 Minuti di Lettura
Domenica 6 Marzo 2022, 10:32 - Ultimo aggiornamento: 7 Marzo, 12:42

C' è la richiesta di rinvio a giudizio per i 12 medici indagati per la morte di una 40enne di Monteroni, avvenuta dopo 8 mesi di coma al Vito Fazzi di Lecce. La donna, F.R., giunde in ospedale con dolori e temperatura con picchi altissimi e molto bassi, ma venne dimessa con una terapia farmacologica da svolgere in casa. Dopo due giorni tornò in condizioni ancora più gravi, era il 31 gennaio del 2021, la donna venne sottoposta ad alcuni esami da cui si evidenziò un'infezione alle vie urinarie che aveva intaccato anche i reni. Ma nonostante la terapia e un'operazione d'urgenza per tentare di ripulire gli organi, le sue condizioni si aggravarono tanto da mandarla in coma irreversibile. Condizione in cui è rimasta per 8 mesi fino alla morte, avvenuta il 23 novembre dello stesso anno.

La denuncia del marito

Il marito della vittima, assistito dall'avvocata Viola Messa, ha presentato una denuncia-querela sulla base della quale la pm Paola Guglielmi ha avanzato richiesta di rinvio a giudizio a carico dei medici. L’udienza preliminare è fissata per il 9 giugno del 2022 davanti alla giudice per l’udienza preliminare Giulia Proto. 

Le fasi del dramma

La signora arrivò al Vito Fazzi insieme al marito dopo circa 48 ore dalla prima visita in cui era stata dimessa. Dopo dieci ore venne sottoposta a un'ecografia che appurò la gravità dell'infezione. Fu quindi operata e poi trasferita nel reparto di urologia. Subito dopo, però, accusò un malore seguito qualche giorno più tardi da un improvviso arresto cardiaco. Inutile il trasferimento nel reparto di rianimazione, per la donna - una giovane mamma - arriva il coma e poi la morte che porta alla riqualificazione del reato da "lesioni personali gravissime" in "omicidio colposo e responsabilità colposa per morte in ambito sanitario" a carico dei dodici camici bianchi.

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