Teneva per sé i soldi della Tosap pagati dai commercianti: nei guai comandante dei vigili

Giovedì 12 Dicembre 2019 di Erasmo MARINAZZO

Confermata la condanna a tre anni e quattro mesi di reclusione per Costantino Iorio, ex comandante della polizia municipale di Martano, in provincia di Lecce. Anche i giudici della sezione unica d'Appello (presidente Nicola Lariccia) hanno ritenuto l'ex comandante 58enne responsabile di avere sottratto dalle casse comunali quattromila euro di Tosap (tassa di occupazione temporanea di spazi e di aree pubbliche) fra febbraio 2012 e maggio 2013.

Accolta l'istanza del sostituto procuratore generale Giovanni Gagliotta sulla sussistenza dell'accusa di peculato. Respinta invece la tesi degli avvocati difensori Carlo Caracuta e Luigi Covella di assolverlo per mancanza del dolo: quel denaro, l'ex comandante, non aveva intenzione di intascarlo. Ma lo tenne per se' poiché non si fidava dei colleghi di ufficio, per quel clima di ostilità e di diffidenza. Denaro poi consegnato agli inquirenti, durante le indagini culminate con l'arresto del 28 agosto del 2013 dei carabinieri del Nucleo operativo della Compagnia di Maglie.

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Le motivazioni della sentenza saranno depositate entro i prossimi tre mesi e spiegheranno anche perché il collegio giudicante abbia confermato anche l'interdizione di un anno dagli uffici pubblici stabilita dalla sentenza di primo grado del 9 maggio di tre anni fa dei giudici della seconda sezione penale (presidente Roberto Tanisi, relatore Silvia Saracino, a latere Fabrizio Malagnino). L'allora pubblico ministero della Procura di Lecce, Emilio Arnesano, chiese la condanna a quattro anni e mezzo di reclusione.

Quella sentenza che investì il Tribunale civile della richiesta di risarcimento danni di 30mila euro avanzata dall'amministrazione comunale di Martano con l'avvocato Antonio Ferente.
Il Comune è parte civile in questo processo. E non è stata una sorpresa poiché prese una posizione netta e chiara sin da subito: a 24 ore dall'arresto l'allora sindaco Massimo Corricciati sospese Iorio dal servizio.

Ora per l'ex comandate resta la la strada del ricorso in Cassazione dopo che i giudici d'appello sono giunti alla stessa conclusione dei colleghi che hanno istruito il processo di primo grado. Fra le accuse che hanno determinato la condanna, anche la circostanza di avere ritirato le quote Tosap dai commercianti rilasciando ricevute di cui poi si sono perse le tracce poiché non sono stati mai ritrovati i blocchi dei bollettari. Un particolare, quest'ultimo, irrilevante secondo la difesa: nel processo di primo grado l'avvocato Caracuta ricordò che in aula il sindaco avesse parlato di una prassi consolidata quel modo informale di incassare la Tosap: «Trattenendo con sé quel denaro, Iorio non ha impedito a terzi di godere del bene», sostenne allora il legale nell'arringa difensiva. «Le stesse indagini hanno dimostrato che vada assolto perlomeno per difetto di prova. Abbiamo avuto come testimone il sindaco che ci ha detto era una prassi. E nessuno, non il sindaco, non l'assessore o il dirigente, hanno ritenuto di segnalare questa anomalia alla Procura. Un'anomalia che doveva chiudersi al più con un procedimento disciplinare, ma non con un'inchiesta contro un uomo incensurato, laureato in Giurisprudenza, che ha svolto egregiamente il suo lavoro e che è stato travolto da questa vicenda».

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