«Maltrattati nella casa di riposo»: 11 indagati fra dirigenti ed oss

Mercoledì 19 Gennaio 2022

Anziani maltrattati in una casa di riposo del Salento? Secondo l'accusa sarebbero stati messi a dormire su un divano piuttosto che su un letto ricevendo bacchettate sulle mani. Ma ci sarebbero stati anche episodi di braccia bloccate oltre ogni ragionevole necessità di scongiurare atti di autolesionismo? Sono circostanze che saranno valutate nell’iter processuale dell’inchiesta chiusa dalla Procura di Lecce e che vede indagate l’amministratrice e la direttrice di quella struttura, una infermiera professionale ed alcuni operatori socio sanitari. Contestate a vario titolo le ipotesi di reato di maltrattamenti ed abusi di mezzi di correzione ad undici indagati, nel fascicolo istruito dal pubblico ministero Donatella Palumbo, fino a quando ha fatto parte della squadra dei magistrati della Procura salentina, con i carabinieri del Nas.

 

L'indagine partita dalle denunce dei familiari


L’inchiesta era stata aperta dopo le denunce sporte dai parenti di alcuni ospiti di questa casa di riposo e sottoposte poi al vaglio degli inquirenti ascoltando testimoni e acquisendo anche le certificazioni mediche riguardanti le lesioni riportate da uno degli ospiti. Gli accertamenti riguardano soprattutto la fine di agosto ed i primi giorni di settembre di due anni fa, frangente sono stati poi collocati i tre fatti contestati.
Il primo riguarda una anziana non autosufficiente: per ragioni ritenute non giustificabili, invece di metterla a dormire nel suo letto avrebbe trascorso le notti su un divano: «Privandola del letto su cui soddisfare il bisogno fisiologico del sonno e facendola dormire su di un divano, in tal modo umiliandola e mortificandola», recita il capo di imputazione di maltrattamenti.

 

Otto indagati: l'amministratrice e sei operatori

Ne rispondono otto indagati: l’amministratrice della società che gestisce la casa di riposo, la direttrice della struttura, una infermiera professionale e cinque operatori socio sanitari.
Il secondo episodio è contestato ad una sola persona, un'operatrice socio sanitaria: risponde di abuso di mezzi di correzione poiché - questa l’accusa riportata nell’avviso di conclusione delle indagini - per togliere un cucchiaino ad un anziano lo avrebbe ripetutamente picchiato sulle mani procurandogli lividi ed una crisi di pianto.
Infine c’è la contestazione di abusi di mezzi di correzione anche per altre due operatrici socio sanitarie: per loro si parla di avere bloccato le braccia di un anziano alle barriere del letto per troppo tempo: lo trovarono in quelle condizioni le colleghe ed i colleghi del turno successivo, un’ora dopo avere preso servizio.


Ora queste circostanze potranno essere eventualmente lette anche attraverso memorie difensive o richieste di interrogatorio, per verificare se ci siano circostanze che possano eventualmente fornire una lettura diversa. Una verità diversa, in altre parole. Sarà ad ogni modo tutto messo in discussione nel momento in cui il fascicolo sarà vagliato dal giudice che dovrà stabilire se accogliere le richieste di rinvio a giudizio della Procura e di non luogo a procedere delle difese.
Dunque al momento si tratta solo della versione dell’accusa che non costituisce una verità assoluta e nemmeno - al momento - processuale. Saranno l’udienza preliminare prima e l’eventuale processo successivamente a chiarire quali siano stati i comportamenti avuti dagli indagati con gli ospiti. E quali prove ci siano a fondamento delle accuse. Intanto al momento non è stato adottato alcun provvedimento nei loro confronti e nemmeno nei confronti della casa di riposo.

 

Ultimo aggiornamento: 20 Gennaio, 07:13 © RIPRODUZIONE RISERVATA