Maltrattata, si uccise. Chiesti un anno e quattro mesi per il compagno

Maltrattata, si uccise. Chiesti un anno e quattro mesi per il compagno
Un anno e quattro mesi di reclusione. È la richiesta del pubblico ministero della Procura di Lecce, Donatina Buffelli, nel processo con il rito abbreviato nei confronti di Angelo Quarta, 42enne di Trepuzzi, accusato di maltrattamenti in famiglia. Maltrattamenti in famiglia aggravati dal suicidio della vittima questa l'ipotesi di reato contestata all'uomo difeso dall'avvocato Marco Pezzuto che aveva concordato il rito abbreviato con il giudice per l'udienza preliminare Vincenzo Brancato. Tutto era scaturito dalla morte per suicidio della compagna del 42enne, Giovanna Trofino, morta a 39 anni la sera del 3 giugno del 2014 dopo un volo di alcuni metri dal balcone della sua abitazione in via Marconi, a Trepuzzi. Il pm aveva escluso, a suo tempo, l'accusa di istigazione al suicidio per Quarta. E due furono le richieste di archiviazione del procedimento. Automatica l'opposizione da parte dei familiari di Giovanna Trofino e l'imputazione coatta del giudice per le indagini preliminari Carlo Cazzella nei confrotni del 42nne che diede il via al processo. Dalle indagini condotte sul tragico epilogo della sera del 3 giugno di quattro anni fa, quando Giovanna Trofino venne ritrovata riversa sul marciapiede di via Marconi, sarebbero emersi presunti maltrattamenti nei confronti della donna. Come scrisse il giudice per le indagini preliminari nell'ordinanza: il tragico gesto del 3 giugno 2014 ben potrebbe costituire l'epilogo di tale situazione di sudditanza e umiliazione in cui la donna era progressivamente caduta nel corso della convivenza. L'accusa, comunque, ha escluso l'istigazione al suicidio nei confronti del 42enne al quale ora non resta che attendere, fino a dicembre, la sentenza del giudice per l'udienza preliminare, Vincenzo Brancato. K.Per.
 
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Sabato 13 Ottobre 2018 - Ultimo aggiornamento: 13:32