Una milanese ospite nel primo lido riaperto: «È stata dura ora finalmente al mare dopo la quarantena»

Martedì 26 Maggio 2020 di Elio PAIANO
Il Balnearea agli Alimini apre in una ventosa giornata di maggio. Quella di ieri. È tra i pochi lidi nel Salento ad aprire nel primo giorno utile, il 25 maggio appunto, previsto dall'ordinanza regionale.
«Le prescrizioni sono tante, per cui abbiamo dovuto studiare un vero e proprio piano per ottemperare a tutto ciò che ci chiede la legge, ma anche per adottare misure pratiche e di buon senso che semplificano la vita ai nostri clienti - dice Gianfranco Congedo del Lido Balnearea -. La nostra fortuna è quella di avere ampi spazi a disposizione ed anche quella di avere gran parte dei servizi all'aperto».
Insomma, rispettando il termine per l'apertura, il lido si presenta già perfettamente pronto, anche se con gran parte degli ombrelloni chiusi per via del forte vento, ma i clienti ci sono, tre piccoli gruppi: una signora, una famiglia ed una coppia. Per entrare ed uscire dal Lido occorre seguire un corridoio molto ben illustrato, con frecce e cartelli. La stessa cosa per uscire. Una volta sul lido ci si trova davanti alla splendida spiaggia ed agli ombrelloni. «Li abbiamo distanziati un po' di più di quello che dice la legge, lo possiamo fare perché abbiamo lo spazio - dice il gestore dello stabilimento -. Comunque per ogni ombrellone prevediamo un massimo di due lettini, non possiamo fare diversamente».

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Per giungere sul lettino e sotto l'ombrellone c'è un sistema di prenotazione digitale. I clienti hanno un numero di codice univoco ed al loro codice è associata la prenotazione con la descrizione dei servizi: ombrellone, lettino, prenotazione tavolo ristorante, etc. Forse poco romantico, ma efficace.
«L'informatica ci aiuta molto, qui abbiamo la possibilità di ottenere sia i dati dei clienti che l'afflusso previsto, ma non solo. Nessuno dovrà assembrarsi al bar, perché un Qr-Code assegnato ad ogni cliente permette di ordinare in tutta tranquillità e scegliere dove consumare: sotto l'ombrellone, al tavolo o al banco». Per accedere al bar sono previste diverse postazioni per l'igienizzazione, le strisce distanziatrici, con il barista che indossa la mascherina, nonché i due corridoi di entrata ed uscita. Stessa cosa per le docce ed i bagni: percorsi separati, corridoi di entrata ed uscita.

Anna Torraca, primissima tra gli ospiti, è entusiasta: «Un po' di pazienza, un po' di buon senso e sarà una bella estate anche questa del 2020». La donna viene spesso agli Alimini.
«Si, io sono innamorata del Salento e ormai vivo qui, tanto ci vengo spesso. Ma risiedo a Milano, dove lavoro ed è stata davvero dura. Prima di venire in vacanza nel Salento - racconta - con tutto quello che è successo in Lombardia, ho fatto il test sierologico e tutte le altre analisi, sono una delle persone che non è venuta in contatto con il virus, per fortuna. Ma, ovviamente, ho fatto la quarantena in Salento ed ora sono al mare, per fortuna».

La turista innamorata del Salento è convinta di una cosa. «Bisogna vincere la paura che è peggiore del virus stesso, però, e lo dico dopo una lunga quarantena, va fatto tutto per garantire la sicurezza nostra e degli altri: tamponi, test, bisogna rispettare le regole».

Cartelli in varie lingue, liste dei prodotti utilizzati, elenco delle sanificazioni degli spazi e di chi le ha effettuate. Tutto è fatto per rendere la vacanza tranquilla. Gli spazi sono ampi, del resto, ma a qualcosa occorrerà rinunciare. «Purtroppo, l'affollamento agostano quest'anno non potrà esserci - conclude Congedo -, ma non è detto che sia un male. In fondo potremmo abituarci un po' tutti, anche in futuro, anche una volta cessata l'emergenza Covid, ad avere spazi più ampi, anche se significa, magari, lavorare un po' di meno, ma con più qualità».
Forse questo 2020 riporterà ad Alimini la vacanza di una volta: ognuno con il suo ombrellone, la sua cabina, i suoi spazi, il tavolo prenotato, senza balli sfrenati in spiaggia, senza happy hour e senza acquagym. Ultimo aggiornamento: 12:28 © RIPRODUZIONE RISERVATA