Liceali in fuga verso il nord: solo il 40% sceglie Unisalento

Sabato 9 Novembre 2019 di Serena COSTA
Scientifici e classici: solo quattro liceali salentini su 10 scelgono l'Università del Salento. Una scelta controbilanciata dai diplomati provenienti dai licei delle Scienze umane, dei linguistici e dei tecnici commerciali: in questi ultimi casi, si oscilla tra i 5 e i 7 studenti che propendono per una formazione universitaria in loco.
È questa l'altra faccia dell'analisi Eduscopio 2019, la classifica stilata dalla Fondazione Agnelli sulle scuole superiori italiane, quotate sulla base del numero di esami universitari e dei voti ottenuti dai rispettivi diplomati (l'indice Fga).
 
 

Si può parlare, ancora, di cervelli in fuga? Per alcuni indirizzi sì e le cifre, se confrontate e comparate con quelle di altri istituti, sembrano parlare chiaro. Chiaro il trend: tra i diplomati dei licei è forte la tentazione di iscriversi fuori dal Salento per puntare su Atenei e corsi di laurea anche con alta specializzazione.
Restano a studiare qui, per esempio, il 37.4% dei diplomati del liceo classico Palmieri di Lecce, mentre il 42% va altrove. Il 7,7% va nell'ateneo di Bologna e il 4% va alla Bocconi di Milano. Prosegue gli studi universitari nel Salento solo il 45% dei maturi degli scientifici Banzi e De Giorgi di Lecce: un dato che accomuna i due licei del capoluiogo. E, invece, il 35% (stessa percentuale anche in questo caso) va in altri atenei. Le preferenze: per gli studenti del Banzi e del De Giorgi, rispettivamente, il 7% e il 9% accede al Politecnico di Torino, il 6% e il 4% entra al Politecnico di Milano e il 5% va all'Università di Bari.
Dato in controtendenza per il Don Tonino Bello di Copertino: i maturi del Classico restano qui per il 60%. Ma, come si diceva, è un'eccezione.

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Il trend è valido anche per l'indirizzo linguistico del liceo Vanini di Casarano (42% Unisalento, 34.6% altre università, 14.5% UniTorino e 9% UniBari) e il Trinchese di Martano, indirizzo scienze applicate (38% Unisalento, 24.3% altre città, 10.3% UniBari, 10.3% UniPavia e 10.3% UniParma).
La tendenza scende lievemente nel caso dei diplomati dell'indirizzo tecnico tecnologico del Vanoni di Nardò: il 56% opta per Unisalento, il 20.5% per altre città, il 6% è distribuito in egual misura tra le università di Bologna, Urbino, Chieti e La Sapienza di Roma.

Le scelte dei ragazzi cambiano decisamente nel caso dell'indirizzo delle Scienze umane e dei tecnici: il 75% dei maturi del Pietro Siciliani di Lecce resta a studiare qui, solo il 16% si sposta altrove, mentre il 6% studia all'università di Chieti e il 5% a quella di Bari. Stesso trend per l'omologo indirizzo del Quinto Ennio di Gallipoli (83% Unisalento, 8.6% UniParma, 5.7% UniRoma 1 e solo 2.8% altre università). Al Tecnico Cezzi De Castro di Maglie, indirizzo tecnico economico, oltre la metà ha scelto Unisalento (58.2%) e oltre un terzo altre università (35.9%).
Se fuga dei cervelli deve essere, dipende più che altro dalle facoltà particolarmente tecniche: ne è convinta Giovanna Caretto, dirigente scolastica del De Giorgi, che spiega: «Posto che come scuola facciamo di tutto per indirizzare i nostri diplomati all'Università del Salento, perché le facoltà scientifiche e tecniche sono di eccellenza, è anche vero che molte forme di Ingegneria, come quella aerospaziale, sono presenti solo in altri atenei, senza dimenticare Medicina. Inoltre, molti ragazzi approdano nei licei col desiderio di fare determinate carriere e proseguire in università di eccellenza, come i Politecnici e la Bocconi di Milano. Altri entrano nelle scuole militari, o addirittura all'estero, soprattutto in Inghilterra. Inoltre, soprattutto nel sud le famiglie dei liceali investono molto nella formazione, anche in certificazioni linguistiche e in altre opportunità formative extraterritoriali».
Chi resta qui è perché ha avuto modo di conoscere bene il mondo universitario di casa propria. Lo sostiene Vittoria Italiano, preside del liceo Pietro Siciliani: «Lavoriamo molto con Unisalento, grazie a protocolli siglati con la facoltà di Lingue, Giurisprudenza ed Economia: questi scambi hanno fatto sì che il nostro ateneo venisse conosciuto e apprezzato dai ragazzi. Per lo meno per la laurea triennale preferiscono restare qui, per poi eventualmente decidere se andare fuori: i nostri alunni sono particolarmente legai al territorio e capiscono che andare via presto è una scelta importante, da ponderare con calma».
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