Lettera del vescovo agli operatori del turismo: «A voi il compito di aiutare a sconfiggere la paura»

Lunedì 25 Maggio 2020
Un compito difficile e di responsabilità, da affrontare nella consapevolezza di avere il sostegno della Chiesa tutta e della diocesi di Ugento in particolare. Monsignor Vito Angiuli, vescovo di Ugento e Santa Maria di Leuca ha scritto una lettera agli operatori balneari e del turismo, per incoraggiarli ad andare avanti
«in questo momento delicato di ripresa, seppur con tante incertezze», facendo sentire loro «la vicinanza e il sostegno della nostra Chiesa di Ugento – S. Maria di
Leuca. Homo viator, diceva il filosofo francese Gabriel Marcel. Con questa
definizione, egli intendeva dire che è nella stessa natura dell’uomo essere viandante e viaggiatore. E' colui che si mette in cammino e percorre la via, un sentiero ben tracciato e individuabile nel territorio. Ed è nel viaggio che si aprono orizzonti di senso attraverso l’incontro con l’altro e con la bellezza che ci circonda, con la maestosa luminosità del nostro territorio, dei nostri monumenti e delle nostre
Chiese barocche».

«In questo tempo, però - ha proseguito Angiuli nella missiva - , tutto ci sembra incredibilmente più difficile. Infatti, la fatica di pianificare, gli spostamenti bloccati e il distanziamento sociale rendono difficile non solo il viaggiare ma anche l’accogliere. Vorrei, però, invitarvi a guardare a questo tempo come a un’occasione di creatività e di alleanza per costruire buone pratiche di valorizzazione del bello e di fruizione del nostro territorio. Voi, operatori e operatrici nel turismo, oggi avete la grande responsabilità  – attraverso le esperienze e i servizi che proponete –  di guarire le persone dalla paura che le attanaglia e dalla diffidenza nei confronti dell’altro attraverso l’offerta di una bellezza che guarisce».

«Voglio assicurarvi - ha concluso - che come Chiesa vi siamo vicini: è il momento in cui la creatività e lo spirito di sacrificio, che hanno sempre caratterizzato la nostra terra, e i tesori artistici e paesaggistici che custodiamo, possono spingerci a guardare con fiducia ai prossimi mesi. Sarà una stagione economicamente difficile, ma vogliamo sperare che sia umanamente arricchente. Ritorneremo a viaggiare ma anche ad accogliere, cominciando dalla nostra terra per poi raggiungere presto anche mete lontane. Ma ciò che aiuterà il mondo del turismo a rinascere sarà il rendere possibile l’esperienza di quella “Bellezza che salva il mondo e l’umanità” e che sapremo tradurre in racconti e in proposte. Si apre davanti a tutti noi una difficile, ma esaltante sfida da non perdere! Soprattutto se sapremo affrontarla insieme per il bene della nostra terra e della nostra gente». © RIPRODUZIONE RISERVATA