Lega contro Segre: «Nonnetta mai eletta». Azzerato il direttivo: «Opinioni personali». Il segretario dimissionario: «Mi scuso»

Domenica 3 Novembre 2019
«Prendo atto delle dimissioni di Riccardo Rodelli da segretario cittadino della Lega. Ha parlato esclusivamente a titolo personale». Così il coordinatore provinciale del partito di Matteo Salvini nel Salento, Gianni De Blasi, chiude - almeno formalmente - la polemica che da oltre 24 ore imperversa nel Paese, con epicentro nella provincia di Lecce. Perché è dal Tacco d'Italia che è partito l'attacco violento alla senatrice a vita Liliana Segre, deportata dai nazisti e sopravvissuta al campo di sterminio di Auschwitz-Birkenau.

«A Rodelli - scrive De Blasi - riconosco di essersi assunto per intero la responsabilità di quanto detto sulla senatrice Liliana Segre. Ha chiarito di aver espresso quelle parole esclusivamente a titolo personale e non nelle vesti di responsabile del nostro Partito. Per quanto mi riguarda, ritengo che le parole debbano avere sempre un senso e un peso. E che, pur nella durezza dello scontro politico, non si debba mai travalicare il limite. A maggior ragione nei confronti di chi ha vissuto sulla propria pelle le atrocità dell’Olocausto. Da coordinatore provinciale della Lega, a partire da oggi assumo personalmente la responsabilità della Segreteria cittadina a Lecce. E, come primo atto, procedo all’azzeramento di tutte le deleghe che, appena qualche mese fa, erano state assegnate nel capoluogo salentino».

«Chi ha vissuto la tragedia dei campi di concentramento e dell’Olocausto, merita incondizionato rispetto e difesa. Ciò che contesto - ha dichiarato in mattinata lo stesso Rodelli, in una nota inviata alle redazioni - è aver accostato all’immane tragedia della Shoah, vicende invece opinabili e sulle quali c’è un dibattito politico aperto, come la regolamentazione dell’immigrazione. Trovo irragionevole equiparare gli esecrabili fenomeni di antisemitismo, con le legittime battaglie per regolamentare l’immigrazione, combattere quella clandestina. Il rischio che si corre oggi è che chi vuole limitare l’immigrazione e combattere quella clandestina possa passare per razzista e xenofobo. Per questo in tutta coscienza ritengo di aver in realtà difeso la storia personale della senatrice Segre e di tutti quelli che hanno vissuto una tragedia simile». 

Ancora. «Riconosco al contempo di aver utilizzato una ironia non appropriata - conclude Rodelli - e, di questo mi scuso, per contestare la figura politica della senatrice Segre, della quale non condivido posizioni ideologiche. Al contrario mi sento a lei vicina per le violenze subite proprio per le ragioni anzidette perché l'abominio della Shoah non è paragonabile a nessun'altra lite politica. Mi auguro che la fermezza con cui si difende l’onorabilità della senatrice Segre, mai messa in discussione da parte mia, venga utilizzata per difendere tutti, anche quelli di cui non si condivide il percorso politico».

Rodelli ha definito Segre una «nonnetta mai eletta» e anche Una «Mrs Doublfire di Palazzo Madama», attrice «del ricatto», «dell'estorsione perfetta: l'internamento di Matteo Salvini in un solitario campo di concentramento dove, attenti agli altri, molti potrebbero andare a fargli compagnia per un commento su Facebook»: una tempesta di odio e disprezzo contro la senatrice Liliana Segre
Il suo post ha fatto il giro della rete destando stupore e indignazione e alimentando le polemiche sorte dopo l'astensione del suo partito e del centrodestra a Palazzo Madama sulla commissione Segre contro l'odio e il razzismo, in ogni loro forma.


 
 

«Le rivoluzioni - ha scritto Rodelli, che è anche un avvocato - si  inaugurano con le nuove parole, le dittature con l’abrogazione, la proibizione, la mutazione delle parole. Ovvio che corra ai rimedi, ovviamente ammantati dei più santi e venerabili principi provvisori che contraddistinguono la loro etica imputridita di doppiopesismo e doppia e magari tripla morale. Usando come avanguardia e maschera un personaggio che non possa essere “attaccato”: una vecchietta ben educata, reduce dai campi di concentramento, mai eletta. La Mrs. Doubtfire di palazzo Madama. Ed ecco servito il ricatto, l’estorsione perfetta. L’ avvertimento minaccioso e sinistro col quale ti tapperanno la bocca: perché non puoi dire più niente, devi chinare la testa, tacere, accettare di bere sino in fondo il calice dell’amarezza». 

«E allora - ha proseguito - che significa “Commissione sull’Antirazzismo e l’odio"? La verità è nelle ultime inquietanti parole che la nonnetta, a nome del PD che l’ha redatta, dove per odio, razzismo e intolleranza si intende “ogni forma” di “nazionalismo”, “etnocentrismo” e similia. In pratica: il “prima gli italiani” e solo quello. E’ Salvini e i salviniani l’unico scopo. Come è Salvini il solo scopo di questo governo. Il suo internamento in un solitario campo di concentramento, dove attenti agli altri, molti potrebbero andare a fargli compagnia per un commento su fb».

La risposta del Pd nazionale non si è fatta attendere. Il ministro Giuseppe Provenzano si è rivolto direttamente a Salvini: «Lo faccia dimettere e chieda scusa». 

 

Oggi l'epilogo di questa vicenda che, nel Salento, ha spaccato il partito leghista: non pochi, fra iscritti e dirigenti di partito, hanno preso le distanze da Rodelli.  Ultimo aggiornamento: 4 Novembre, 17:54 © RIPRODUZIONE RISERVATA