Zona 167, nuove facciate per gli alloggi popolari. Ma addio ai murales artistici

Zona 167, nuove facciate per gli alloggi popolari. Ma addio ai murales artistici
di Paola COLACI
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Sabato 23 Aprile 2022, 05:00 - Ultimo aggiornamento: 14:25

Arriva il Superbonus a rifare il look - facciate e cappotti termici - dei palazzi della zona 167/B di Lecce. E il quartiere si prepara a dire addio a gran parte dei murales realizzati in sette anni da artisti del calibro di Millo, Dimitris Taxis, Chekos Art e Colin van der Slougs. «Gli incentivi rappresentano un’occasione straordinaria per l’edilizia popolare e l’ente ha già avviato una mappatura degli edifici al fine di verificare le condizioni per procedere con i lavori. Allo stesso modo abbiamo molto a cuore il progetto di street art realizzato nella zona 167/B e continueremo a collaborare con artisti e associazioni affinché questo patrimonio non vada perso». A garantirlo è Sandra Zappatore, direttore generale dell’Agenzia Regionale che ha incarico la gestione delle abitazioni ex Iacp. 

Il progetto dei murales nella Zona 167/B

Edilizia popolare che a Lecce città conta circa 2.500 alloggi, la maggior parte dei quali dislocati nella zona periferica della città. Compresi i palazzi della zona 167/B che dal 2017 “raccontano” una storia unica in Italia. Attraverso la collaborazione della parrocchia di San Giovanni Battista, don Gerardo e il Laboratorio 167/B street, che da 12 anni si occupa di ricerca e sperimentazione dell’arte urbana, è nata l’idea di trasformare un quartiere in una gigantesca vetrina dell’arte pubblica internazionale dalla volontà di un laboratorio sociale di arte urbana. E partire dal 2017 le mura bianche delle facciate intorno alla parrocchia hanno ospitato artisti del calibro di Millo, Dimitris Taxis, Chekos Art, Karsky & Beyond e Colin van der Slougs. Oltre a innumerevoli interventi artistici più piccoli, laboratori, incontri con le scuole, presentazioni, dibattiti. Un progetto dal respiro internazionale che negli anni ha dato lustro al quartiere e alla città e che vede come partner oltre al Comune di Lecce, proprio la stessa Arca Sud Salento e la parrocchia di San Giovanni Battista. Così, nel corso degli anniil quartiere è diventato una vera e propria galleria a cielo aperto. E i palazzi “custodiscono” 12 opere d’arte imponenti. 

Arriva il Superbonus, addio alle opere d'arte sulle facciate

Buona parte dei murales, tuttavia, presto dovranno cedere il passo a ditte e manovalanze al lavoro per rifare le facciate degli edifici e realizzare i lavori di efficientamento energetico, compresi gli interventi di consolidamento previsti attraverso il Superbonus 110% e altre forme di incentivi. «I primi cantieri, grazie ad amministratori condominiali solerti, sono già stati avviati in relazione ai fabbricati misti del quartiere Settelacquare. Fabbricati realizzati dallo Iacp e all’interno dei quali sono state vendute alcune unità - spiega la Dg Zappatore - Interventi che riguardano in tutto 115 alloggi. Ma Arca Sud per gli immobili di sua proprietà, compresa la zona 167 di Lecce, ha pubblicato un avviso per la presentazione di progetti di fattibilità e proposte operative finalizzate alla realizzazione di interventi previsti dal Superbonus 110%». Se gli interventi per il restyling degli edifici da realizzarsi attraverso gli incentivi non possono essere rinviati e saranno indispensabili a garantire agli assegnatari degli alloggi popolari condizioni di vita migliori, «nostro obiettivo è quello di continuare a collaborare attivamente con le associazioni e gli artisti che hanno realizzato i murales» conclude Zappatore.

Gli artisti: «Ci rimetteremo al lavoro»

Una volta “cancellate” la maggior parte delle opere murarie che donano vita e colore alle strade della periferia leccese, ricominciare a ridipingere d’arte il quartiere non sarà impresa semplice. «Siamo da sempre in contatto con Arca Sud e da qualche mese abbiamo preso che c’è il rischio che le opere vadano perse - sottolinea Ania Kitlas, fondatrice del laboratorio 167/b street - Ci dispiace un po’ perché non sarà semplice le replicare le opere realizzate in maniera identica. Da parte nostra, tuttavia, c’è la volontà di intervenire al più presto sulle facciate che saranno oggetto dei lavori. Con le opere degli stessi artisti, se sarà possibile. Si tratta comunque di un lavoro imponente. Ora attendiamo di conoscere nel dettaglio i murales che saranno cancellati. Poi daremo avvio alla nuova fase organizzativa. Ma avremo necessità di sostegno».

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