«Piano urbanistico a rilento? Serve il tempo giusto per centrare gli obiettivi»: a confronto con l'assessore all'Urbanistica

Venerdì 16 Ottobre 2020 di Paola ANCORA

Casse vuote e Covid frenano l'attività dei Comuni, anche quella di Lecce. Ma all'assessorato all'Urbanistica assicurano che, pur nelle difficoltà, il lavoro per la redazione del Pug, il Piano urbanistico generale, continua ad avanzare. Non solo. Ieri l'assessore Rita Miglietta ha depositato la bozza di nuovo Regolamento edilizio, che modifica le norme cui dovevano fino a ora attenersi coloro i quali intendessero costruire un edificio pubblico o privato. Un esempio? Sarà previsto, e obbligatorio, inserire nei progetti edilizi gli spazi per il posizionamento dei bidoncini della raccolta differenziata condominiale.

Assessore Miglietta, a luglio del 2019 sulle pagine di questo giornale lei annunciò, entro l'anno, la creazione di un gruppo di lavoro sul Pug selezionato tramite bando pubblico. Non se n'è saputo più nulla. A che punto siete?
«L'idea che il Piano Urbanistico sia slegato dall'attività complessiva dell'assessorato all'Urbanistica è sbagliata e obsoleta: il Piano cammina insieme al Piano delle Coste, ai finanziamenti per le marine, al progetto della rigenerazione del Galateo, all'attività ricognitiva del centro storico e degli immobili comunali. E, poi, al Distretto e Documento Strategico del Commercio, al Piano della mobilità. Sono parti di un progetto di città che raccoglie le sfide dello sviluppo futuro andando oltre le difficoltà che il Comune soffre».

A proposito di queste difficoltà il Comune conta oggi appena 372 unità di personale. A ciò si aggiunga lo smart working. Ingegneri e architetti hanno lamentato, persino al prefetto, gli enormi ritardi nello svolgimento di pratiche e richieste agli sportelli. Cosa intende fare?
«Una lamentela comprensibile che ha riguardato i Comuni della provincia di Lecce, non solo del capoluogo, dove stiamo per lanciare la digitalizzazione dello sportello del settore. Coinvolgeremo gli ordini professionali per perfezionarlo, divulgarlo tra i professionisti e metterlo a regime. Ci agevolerà. Con questi numeri il lavoro degli uffici per corrispondere alle esigenze della città e contemporaneamente portare avanti il lavoro di pianificazione è impegnativo».

Quanto impegnativo? Al punto da non avere più la certezza di vedere varato il Pug entro fine mandato?
«La certezza del Pug non dipende dal tempo, ma dalla capacità di coinvolgere la città dentro un percorso di consapevolezza collettiva sulle sfide che abbiamo davanti. È una priorità di mandato, nulla ci dice oggi che è a rischio. Andiamo avanti, facendo i conti con la riduzione del 30% del personale del settore che nei prossimi mesi vedrà ulteriori 6 unità andare in pensione. Faremo di più con meno persone. E con meno risorse: la precedente amministrazione investì un milione di euro sul progetto di Pug. Noi non possiamo contare su cifre così importanti, non le avremmo spese comunque, né potremo assumere. Siamo come in trincea, ma combattiamo».


Il Pug non solo governa lo sviluppo di un territorio, ma incide e regola gli interessi, numerosi e differenziati, che ruotano attorno alla urbanizzazione della città. I tempi si dilatano, è vero, per la carenza di personale, ma esisteva già un Documento programmatico preliminare approvato.
«Il Pug è un obiettivo di mandato. Per raggiungerlo non dobbiamo redigere una montagna di tavole incomprensibili, ma un sistema di conoscenze e strategie chiare. Il tempo che prendiamo adesso serve a centrare l'obiettivo in meno tempo dopo. E, per farlo, punteremo sulla cooperazione e il coinvolgimento collettivo. Solo così il Piano avrà la forza di raggiungere gli obiettivi che la città si pone».


Spazio pubblico, accessibilità, residenzialità e attrattività, sostenibilità ambientale, rigenerazione erano le direttrici che lei, appena insediatasi, disse di voler dare al Piano. Dopo questa pandemia e con le nuove difficoltà delle imprese, cambierà qualcosa?
«Penso che le città resteranno il motore dello sviluppo sociale, culturale ed economico delle comunità. Gli effetti della crisi ci impongono di concentrare l'attenzione sulle fragilità e su chi ha meno spazi e opportunità. L'urbanistica risponde a queste istanze. Una città che non garantisce in maniera equa le opportunità non potrà mai essere una città coesa».

Il Comune vara il nuovo regolamento edilizio. Qual è l'impronta che ha voluto dare al provvedimento?
«Dismettere l'individuazione rigida di parametri numerici da rispettare e investire, invece, su un salto culturale: l'idea che la sostenibilità genera valore, per chi investe su nuovi progetti e per la comunità nel complesso. I temi dell'ecologia, del risparmio energetico, della partecipazione, dell'abitabilità delle case, ma anche delle strade, delle piazze e dei parchi, devono diventare ordinari e guidare tutti progetti, pubblici e privati».

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