Condanna annullata all'ex gip Nardi, è polemica sulle dichiarazioni della difesa

Roberto Tanisi, presidente del Tribunale di Lecce
Roberto Tanisi, presidente del Tribunale di Lecce
di Roberta GRASSI
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Sabato 2 Aprile 2022, 16:46

La procura generale valuta di impugnare la decisione, una volta che saranno depositate le motivazioni della sentenza di annullamento della condanna del magistrato Michele Nardi e dichiara l’incompetenza territoriale dei giudici di Lecce. Trenta giorni, il termine che la Corte ha fissato per depositare le motivazioni. Bocche cucite dalla procura, che ha condotto le indagini.

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Polemica sulle dichiarazioni. Tanisi difende i magistrati

Monta la polemica, negli ambienti giudiziari salentini, sulle dichiarazioni delle difese e qualcuno chiede l’intervento dell’Associazione nazionale magistrati. Mentre il presidente del Tribunale di Lecce, Roberto Tanisi, ha deciso di intervenire «avendo appreso di apprezzamenti certamente non commendevoli rispetto alla sentenza emessa nel processo contro Nardi ed altri» avvertendo quindi «la necessità di difendere i propri giudici». 
«Il fatto che il giudice di secondo grado - puntualizza Tanisi - abbia riformato o annullato la sentenza di primo grado appartiene alla fisiologia del processo e non rende, ovviamente, ‘ignobile' la sentenza riformata». 

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Gli scenari dopo l'annullamento 


Gli scenari a questo punto sono molteplici e dipendono dalle decisioni dei giudici che dovranno ancora analizzare la questione. 
Quando la procura generale impugnerà la sentenza, la questione sarà affidata alla valutazione della Cassazione. Quindi probabilmente gli atti non saranno immediatamente trasmessi a Potenza ma solo dopo il pronunciamento degli Ermellini che potrebbero anche annullare a loro volta la sentenza di annullamento. 

Se così non dovesse essere, tutto il fascicolo partirà da Lecce in direzione Potenza, per essere assegnato a un pubblico ministero. 
Gli addetti ai lavori ritengono difficile che possa essere riunito ai procedimenti che riguardano l’ex procuratore di Trani e Taranto, Carlo Maria Capristo, perché quelle che lo riguardano sono vicende ormai giunte in aula, quindi procedimenti che si trovano in una fase avanzata. 
I tempi tecnici non saranno probabilmente brevissimi, ma potrebbe a quel punto essere nuovamente esercitata l’azione penale e quindi potrebbe essere nuovamente celebrato il giudizio di primo grado. 

Il processo “gemello” in abbreviato


Da valutare però quello che potrebbe accadere all’altra metà del fascicolo: Savasta (difeso dall’avvocato Massimo Manfreda) e altri imputati sono stati giudicati con rito abbreviato e per loro il giudizio di secondo grado è ancora in corso, si trova proprio in queste settimane nelle sue fasi conclusive. Se dovesse essere assunta analoga decisione anche per Savasta e gli altri, anche quella porzione di indagine potrebbe finire a Potenza (dopo aver superato il vaglio della Cassazione). 
Sempre che vi siano connessioni “rilevanti” nel determinare la competenza territoriale. A quel punto i due tronconi potrebbero essere riuniti, o restare separati. 
Il destino, insomma è incerto. L’unica sicurezza è che prima di conoscere il futuro del processone Nardi-Savasta, degradato in parte allo stato di inchiesta, si dovrà ancora attendere che passi del tempo. E altro ne passerà in seguito.  Non è stato profilato dai magistrati, al momento, alcun problema relativo alla decorrenza dei termini di custodia cautelare (Nardi è libero, Savasta ai domiciliari per propria scelta), o di prescrizione. I reati contestati hanno tempi di estinzione molto lunghi. 

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