Lecce, a Torre Veneri si torna a sparare. C'è l'ok della Regione

Torre Veneri
Torre Veneri
di Stefania DE CESARE
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Mercoledì 28 Settembre 2022, 05:00 - Ultimo aggiornamento: 20:45

Si torna a sparare nel poligono di Torre Veneri. A otto mesi dallo stop imposto dal Consiglio di Stato è ripartita ufficialmente l’attività di addestramento da parte della Scuola di Cavalleria di Lecce: previste esercitazioni delle forze armate per tutto il mese di ottobre. Il via libera della Regione Puglia è arrivato il 18 agosto scorso, a seguito dei risultati della nuova Valutazione di incidenza ambientale (Via), eseguita su richiesta dei giudici di Palazzo Spada per accertare la compatibilità ambientale delle operazioni militari con l’area Sic compresa tra Frigole e San Cataldo.

La determina

La Regione, con determina dirigenziale, ha espresso parere favorevole allo svolgimento delle esercitazioni a fuoco (seppur con precise prescrizioni) che sono state avviate gradualmente nei giorni scorsi e andranno avanti anche nelle prossime settimane. 
Lo stop all’addestramento nell’area a destinazione militare era stato imposto a gennaio dal Consiglio di Stato, chiamato a esprimersi sull’appello presentato dal ministero della Difesa contro la sentenza con cui, nel novembre 2020, il Tar di Lecce aveva annullato (su ricorso di Lecce città pubblica) il provvedimento regionale che autorizzava la prosecuzione delle attività a fuoco nel poligono militare di Torre Veneri. Da alcune analisi condotte nel 2014 all’interno dell’area - inserita in una zona di rilievo naturalistico e dove insistono due distinti siti di interesse comunitario - era emerso il superamento dei valori limite per arsenico, antimonio, piombo, ferro, nichel, manganese, boro e nitriti. Per questo i giudici avevano interdetto l’area in attesa di una nuova valutazione così da scongiurare eventuali sforamenti di valori inquinanti. La Regione ha stabilito che “le attività non determineranno incidenze significative sui Siti Natura 2000 interessati, non pregiudicando il mantenimento dell’integrità degli stessi con particolare riferimento agli specifici obiettivi di conservazione di habitat e specie”.

La valutazione

La valutazione ha tenuto conto delle incidenze sul suolo, sulla componente idrica superficiale e sotterranea, su quella idrica marina e sull’atmosfera, l’incidenza derivante dalle emissioni sonore, dal rischio incendi, e su habitat e specie. Si è poi proceduto al piano di caratterizzazione (per ricostruire eventuali fenomeni di contaminazione ai fini della bonifica o messa in sicurezza del sito), con il piano di monitoraggio e la valutazione di siti alternativi. La Regione ha dato il via libera a condizione che siano rispettate alcune misure di mitigazione. Tra queste, la riduzione delle attività del 40% tra marzo e maggio e interruzione nel mese di agosto (con sospensione nell’uso dei carri armati anche a luglio); l’impiego di sistemi di simulazione; la raccolta immediata dei residuati a termine dell’esercitazione, anche mediante l’impiego di operatori muniti di metal detector; l’uso di “kit di anti spandimento” (vasche e teli assorbenti) per limitare il rischio di piccole perdite nell’ambiente; interventi di recupero dei residuati a mare. Le esercitazioni sono riprese ufficialmente il 22 settembre e andranno avanti fino a venerdì, dalle 08 alle 23.30. Le operazioni, poi, riprenderanno a ottobre, ogni giorno esclusi il sabato e la domenica. La zona di mare a due passi dal poligono è permanentemente interdetta alla navigazione, all’ancoraggio ed alla pesca. Durante il tiro saranno esposti bandieroni rossi di avvertimento in punti prestabiliti e visibili dalle zone circostanti. 

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