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Lecce, la copia della statua di Sant'Oronzo ferma per 22mila euro

La colonna di Sant'Oronzo
La colonna di Sant'Oronzo
di Stefania DE CESARE
5 Minuti di Lettura
Mercoledì 11 Maggio 2022, 05:00 - Ultimo aggiornamento: 07:22

L’appello “Insieme per Sant’Oronzo” è stato lanciato su più canali: con interventi pubblici del sindaco Carlo Salvemini e dell’arcivescovo Michele Seccia, e tramite post e campagne sui social. E adesso anche i manifesti sparsi per la città. Cartelloni pubblicitari per attirare l’attenzione dei leccesi e spronarli a contribuire alla realizzazione della copia.

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Il traguardo

Eppure il traguardo – poco meno di 22 mila euro – sembra lontano. Dopo il boom iniziale della raccolta fondi, lanciata lo scorso 26 marzo dal Comune e dall’Arcidiocesi di Lecce per finanziare la realizzazione della copia della statua attraverso lo strumento dell’Art Bonus, e che ha permesso a Palazzo Carafa di racimolare in poco tempo oltre la metà della cifra necessaria (200mila euro), già da qualche settimana il contatore delle offerte è fermo a poco più di 178mila euro.
Un bel gruzzolo ma che non è sufficiente per creare da zero una copia del monumento in onore del santo patrono. Da qualche giorno in città sono spuntati una serie di manifesti che l’amministrazione ha fatto affiggere così da ricordare ai cittadini che per riportare Sant’Oronzo in cima alla colonna serve l’aiuto di tutti i leccesi. Prima del lancio della campagna, infatti, molti tra gli imprenditori locali e semplici cittadini si erano dichiarati pronti a scendere in campo per portare a termine l’operazione e creare il “gemello” del simbolo religioso del capoluogo salentino. Ma a poco più di un mese e mezzo dalla presentazione del progetto “Insieme per Sant’Oronzo” non tutti hanno mantenuto la promessa.

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Le donazioni


Al momento il Comune ha potuto contare solo due importanti donazioni: la Banca Popolare Pugliese, che già prima della pubblicizzazione dell’iniziativa aveva dichiarato pubblicamente di voler donare metà della cifra necessaria (100mila euro), e l’azienda leccese Ediltunnel che ha deciso a “sorpresa” di contribuire al progetto con ben 70mila euro. Dopo i due grandi “mecenati”, a mobilitarsi sono state altre realtà territoriali. Come le otto agenzie immobiliari affiliate a Tecnocasa - Obelisco srl; Sant’Andrea srl; Studio Giorgilorio srl; San Biagio srl; Studio Leuca sas; Studio Partigiani srl; Studio San Fabrizio srl; Studio Lecce Sud sas – che hanno deciso di versare un totale di 5mila euro. Offerte più “contenute”, certo, ma ugualmente importanti per raggiungere l’obiettivo. Come fondamentali sono state le singole donazioni da parte di attività, come “Posta & Service” e il locale storico di cucina tipica “La Puccia” di viale Leopardi, e di singoli cittadini molti dei quali rimasti anonimi.
Eppure, prima della raccolta fondi, molte attività dell’area antica si erano esposte, sottolineando la necessità di fare in fretta e chiedendo al Comune uno sforzo in più per accelerare i tempi e riportare il simbolo religioso di Lecce al suo posto. Ma di donazioni neanche l’ombra. Finché non si raggiungerà la cifra stabilita sarà difficile far partire in fretta l’iter per l’esecuzione della copia.

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Il credito d'imposta

A incentivare le donazioni dei grossi investitori sono i vantaggi dello strumento ministeriale Art Bonus che consente un credito di imposta, pari al 65% dell’importo donato, a chi effettua erogazioni liberali a sostegno del patrimonio culturale pubblico, in questo caso, appunto, la riproduzione dell’opera del Santo Patrono, da collocare in cima alla colonna romana in piazza Sant’Oronzo al posto dell’originale. La somma complessiva richiesta per l’intervento include, oltre all’esecuzione, al trasporto e al posizionamento della copia sulla colonna, anche la produzione di un video-documentario e di un quaderno-volume a stampa sull’intero iter del progetto, dallo studio preliminare alla messa in opera della copia sulla colonna, a cura del Dipartimento di Beni Culturali di UniSalento. Il progetto, che andrà avanti per circa un anno, prevede la scansione 3D completa della statua, che è già stata effettuata, e la realizzazione del calco in gomma siliconica con matrici in resina acrilica, con sussidio della stampa 3D solo per alcune parti non calcabili. Po si formerà il modello per la riproduzione tramite il getto di bronzo con il metodo della fusione a cera persa con il vantaggio di una rilavorazione a freddo per il perfezionamento dei dettagli. Un progetto ambizioso per riportare Sant’Oronzo in cima all’Ovale. Ma per farlo servirà uno sforzo in più della città. 

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