Squinzano, l'ex sindaco Marra può candidarsi. Sentenza dopo il commissariamento

L'ex sindaco Giovanni Marra
L'ex sindaco Giovanni Marra
di Roberta GRASSI
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Mercoledì 13 Aprile 2022, 20:14 - Ultimo aggiornamento: 22:38

Il Tribunale di Lecce, in composizione collegiale, ha respinto l'azione sull'incandidabilità dell'ex sindaco di Squinzano. Con una sentenza di ben 43 pagine il collegio, presidente Piera Portaluri, ha infatti rigettato il ricorso promosso nei confronti di Giovanni Marra dal ministero dell'Interno, che è stato condannato a pagare le spese di lite. A Squinzano si era insediata la commissione di accesso antimafia .

I fatti

Lo scorso anno, a seguito delle dimissioni dei consiglieri comunali e del subentro della commissione di accesso nominata dal Prefetto di Lecce, il ministero dell’Interno ha instaurato innanzi al Tribunale di Lecce la contestuale azione di incandidabilità. L’ex sindaco Marra si è difeso in giudizio con l'avvocato Paolo Gaballo, che ha formulato una serie di eccezioni di inammissibilità dell’azione del Ministero, per difetto dei presupposti di legge, e di infondatezza dell’azione, in quanto Marra si riteneva “totalmente estraneo” a tutti gli addebiti che gli venivano contestati, sostenendo di aver risolto  problematiche ereditate dalle precedenti amministrazioni, 

La sentenza

Nella sentenza dove il Tribunale, precisa Marra in una nota “accerta l’inesistenza di un provvedimento di scioglimento per infiltrazioni mafiose del Comune, quale indefettibile presupposto per la richiesta di incandidabilità del Marra, l’attribuzione ad altri amministratori locali di taluni addebiti mossi al Marra, l’estraneità di quest’ultimo ad altre contestazioni”. Si rileva: «l’intrinseca contraddizione dei giudizi valutativi espressi dalla commissione di indagine», viene sottolineato il fatto che «la commissione non abbia speso una parola,- spiega Marra -  nemmeno per contestarle, circa le iniziative di contrasto alla corruzione indicate dal sindaco», la mancata contestazione di delibere di consiglio comunale o di giunta.  «Le anomalie addebitategli - è scritto -  per come diffusamente innanzi esposto, già ontologicamente insussistenti, non sarebbero nemmeno riferibili in alcun modo a comportamenti rivelatori del suo intento di proseguire nel solo della precedente consiliatura, smentito, per quanto riguarda l’unico addebito più serio e significativo, dal rinnovo della graduatoria». Il Ministero è stato anche condannato a pagare 8.300 euro di spese legali.

Il sindaco: “Ho sempre avuto fiducia nella magistratura”

Soddisfazione per l’esito del giudizio è stata espressa dall'avvocato Gaballo e dallo stesso Marra: «Ho sempre avuto fiducia nella magistratura, il Tribunale di Lecce ha confermato la trasparenza e la legittimità della mia azione amministrativa, ritenendomi non responsabile dello scioglimento del consiglio comunale; del resto, non poteva essere diversamente visto che la vicenda ha inizio nel 2017 con un esposto del presidente della Regione Puglia Michele Emiliano e del presidente di Arca Sud Sandra Zappatore, quando non ero neanche consigliere comunale. Se non fossimo andati a casa grazie alla firma di nove consiglieri, avremmo potuto fare ricorso anche al provvedimento relativo allo scioglimento». «Tra l'altro - prosegue -  il provvedimento di scioglimento riguarda il consiglio comunale nella sua interezza, lo dice la stessa sentenza. L'unica consolazione è che la gestione commissariale stia portando avanti tutte le opere pubbliche programmate e progettate durante la mia amministrazione. Ringrazio il mio avvocato, un ottimo professionista che con grande impegno e' riuscito a far emergere tutta la verità, la mia famiglia, gli amici e i tantissimi cittadini di Squinzano che hanno creduto sempre nella mia onestà».

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