Emergenza Covid nei palazzi di giustizia, l'allarme dei sindacati: «Accordi e informazioni negati, ma non rinunceremo a tutelare il personale»

Lunedì 4 Gennaio 2021

«Non si uscirà presto dallo stato di emergenza e i ricorrenti contagi, da ultimo in Corte d'appello, lo dimostrano. Come sindacati siamo preoccupati per la difficoltà di esercitare il nostro ruolo a causa della carenza di relazioni sindacali stabili e bilaterali nella maggioranza degli uffici giudiziari di Lecce». Lo affermano Cgil, Cisl, Uil, Confintesa e Confsal-Unsa in una nota congiunta.

«A dieci mesi dall'inizio della pandemia la partecipazione dei lavoratori agli istituti dell'emergenza attraverso i loro rappresentanti è quasi nulla, mentre certi uffici sembrano scoraggiare il ricorso alla mediazione sindacale. L'informazione (dovuta per accordo) è negata o frammentaria e gli istituti dell'emergenza (come il tracciamento dei contatti e gli interventi sanitari) sono applicati in modo unilaterale, difforme e talvolta anche contraddittorio. Gli accordi nazionali quindi restano inapplicati: languono protocolli e cabine di regia e la contrattazione obbligatoria su lavoro agile e sicurezza (conclusa solo in Procura Generale) è di fatto sospesa da Corte e Tribunale che non hanno mai riscontrato le proposte sindacali, depositate da ultimo un mese fa».

«Molti lavoratori fragili vengono autorizzati al lavoro agile in maniera assai ridotta o attendono ancora, dato che invece di autorizzare e poi verificare la fragilità (spesso ben nota da tempo agli uffici) si inverte la procedura con rischiosa dilatazione dei tempi. A questo punto – conclude il comunicato – in attesa che si attuino relazioni sindacali costruttive, i sindacati rafforzeranno sia l'attenzione sui comportamenti dei datori di lavoro e dei dirigenti, sia la sensibilizzazione dei dipendenti sui loro diritti eventualmente violati o ignorati a livello collettivo e individuale».

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