Lecce, rivoluzione al Pronto soccorso: la strigliata di Palese, poi la riorganizzazione Asl. Ecco cosa cambierà

Lecce, rivoluzione al Pronto soccorso: la strigliata di Palese, poi la riorganizzazione Asl. Ecco cosa cambierà
di Valeria BLANCO
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Sabato 26 Marzo 2022, 08:52 - Ultimo aggiornamento: 27 Marzo, 09:45

Dipartimenti mobilitati per prestare man forte al Pronto Soccorso dell'ospedale Vito Fazzi di Lecce, in crisi a causa dei troppi accessi (anche covid) e della cronica carenza di medici. Secondo le disposizioni urgenti emanate ieri dal direttore sanitario, Roberto Carlà, e dal direttore generale, Rodolfo Rollo, con effetto immediato bisognerà costituire delle equipe multidisciplinari che possano garantire tutti gli interventi sanitari in urgenza presso il Pronto Soccorso.

La riunione urgente per far fronte all'emergenza


Si è svolta ieri, in videoconferenza, una riunione urgente convocata per rimuovere le criticità del Pronto soccorso e prevenire che la situazione drammatica, di cui medici e primario si sono lamentati nelle ultime settimane, possa ripetersi. Attualmente, il Pronto Soccorso - che recentemente si è trasferito al Dea - ha in forze 19 medici, mentre dovrebbe averne 32. Sono tre i medici in servizio per ciascun turno, ma spesso uno di loro si deve spostare al vecchio Pronto Soccorso, dove vengono curati i pazienti affetti anche da covid. Il risultato è che i due medici restanti devono occuparsi dei nuovi accessi (codici gialli e rossi che richiedono attenzione e precisione) ma anche dei pazienti (spesso alcune decine) che rimangono per giorni nella sala dedicata all'Osservazione breve intensiva, che così si trasforma in una sorta di reparto.

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Al grido d'aiuto lanciato dai medici sotto stress e dal primario, il dottore Silvano Fracella, già nei giorni scorsi aveva risposto l'assessore regionale alla Sanità, Rocco Palese, dando la disponibilità economica dell'ente a finanziare le prestazioni aggiuntive, cioè gli straordinari per i medici che avessero voluto prestare turni aggiuntivi in Pronto Soccorso.
Ieri, nel corso della riunione a cui era presente lo stesso assessore, si è fatto un passo avanti: «Considerato che il Fazzi è un Dea di secondo livello anche per il covid per l'intera provincia, è emersa la necessità di procedere all'immediata costituzione di equipe mediche multidisciplinari che possano garantire tutti gli interventi in urgenza presso detto Pronto Soccorso».

 


La missiva è stata recapitata ai direttori dei dipartimenti di Ortopedia e traumatologia, Chirurgia generale, Geriatria, Medicina Generale e Cardiologia, invitati a «garantire la presenza continuativa presso il Pronto Soccorso del Dea di uno specialista (anche proveniente dagli altri ospedali) per tutte le attività correlate» relative alla specifica competenza di ciascuno specialista. L'ortopedico si occuperà dei traumi, il chirurgo, oltre che dei traumi, anche delle emergenze chirurgiche e così anche il geriatra e il cardiologo. Inoltre, il dipartimento di Diagnostica per immagini continuerà a garantire il servizio utilizzando gli strumenti già presenti al Dea e assicurando la presenza di un medico, un tecnico radiologo e un infermiere. Il dipartimento di Anestesia e rianimazione, infine, garantirà gli interventi necessari nel Trauma center e l'assistenza rianimatoria nel Pronto Soccorso.


Una boccata d'ossigeno, dunque, per un Pronto Soccorso costantemente in emergenza, ma mai come in queste ultime settimane in serie difficoltà. Soddisfatto il primario, Silvano Fracella: «Sentirò subito i dirigenti - spiega - per concordare con loro una turnazione che possa garantire al Pronto Soccorso di funzionare al meglio. Si tratta di un supporto fondamentale, perché i rinforzi arrivano da subito e saranno una presenza continuativa e non solo a chiamata, come avviene già ora. Riprendiamo a respirare, anche se si tratta di una soluzione tampone e aspetto sempre di avere quanto prima la mia pianta organica al completo». Le nuove disposizioni sono state comunicate anche alle associazioni sindacali, che attendono di vedere come saranno rese operative prima di esprimere giudizi.

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