«Scommesse clandestine e Scu»: tutti assolti e beni sequestrati a 11 anni dal blitz

Mercoledì 15 Settembre 2021
Il Palazzo di Giustizia di Lecce

Assoluzioni per 27 imputati e restitutuzione delle società, i conti correnti, i compendi aziendali, quote di capitali ed immobili sequestrati il 15 ottobre del 2010 con il blitz della Procura di Lecce e della Guardia di finanza chiamato Poker 2. Non ha trovato riscontro nel processo l'accusa che gli imputati esercitassero scommesse online senza autorizzazione e che il principale imputato, il montenorese Saule Politi, avesse riciclato i guadagni messi da parte quando negli anni 90 faceva parte - come hanno stabilito i processi - del clan Tornese di Monteroni.

Imputati e società

I giudici della prima sezione penale del Tribunale di Lecce (presidente Stefano Sernia, a latere Maddalena Torelli e Michele Guarini) hanno assolto con la formula "il fatto non sussiste" lo stesso Politi, 49 anni, di Monteroni; Paolo Carlo Tavarelli, 51 anni, di Napoli, residente ad Innsbruck; Ivana Ivanovic, serba, 48 anni, reisidente ad Innsbruk; Stefano Nesti, 67 anni, di Montale (in provincia di Pistoia), residente ad Innsbruck; Stefano Ampollini, 64 anni, di Medesano (in provincia di Parma); Virgilio Gasperini, 74 anni, di Villa d’Almè (in provincia di Bergamo); Sergio Moltisanti, 50 anni, di Ragusa; Giuseppe Tavarelli, 49 anni, di Cerveteri (in provincia di Roma); Giuseppe Parrelli, 49 anni, di Albenga 8in provincia di Savona); Gabriele Peroni, 52 anni, di Sant’Egidio alla Vibrata (n provincia di Teramo); Giancarlo Tumino, 52 anni, di Ragusa; Alessandro Pasquini, 47 anni, di Desio (in provincia di Milano); Patrizio Marchese, 50 anni, di Napoli; Paolo Sipone, 56 anni, di Roma; Antonio Lavorgna, 60 anni, di Eboli; Aldo Pantisano Trusciglio, 73 anni, di Crotone; Antonio Pantisano Trusciglio, 42 anni, di Crotone; Giuseppe De Candia, 46 anni, di Altamura; Ugo Cifone, 61 anni, di Bitonto; Luca Pappalardo, 45 anni, di Roma; Marco Indennitate, 45 anni, di Surbo; Francesco Politi, 44 anni, di Monteroni; Alessandro Politi, 37 anni, di Monteroni; Domenica Politi, 51 anni, di Monteroni; Silvia Quarta, 37 anni, di Monteroni; Fabiana Pellè, 39 anni, di Lecce; ed Eleonora La Serra, 47 anni, di Monteroni. Contestualmente alla sentenza di assoluzione è stato revocato il sequestro preventivo dell’intero saldo attivo della società Goldbet Gmbh; i libretti di risparmio di Domenica e Francesco Politi; il compendio aziendale dell’impresa Casa per te due moto ed una macchina di proprietà di Alessandro Politi; la quota del capitale sociale della Polmar intestato a Domenica Politi; due immobili ed una motopcicletta di Giuseppe Politi; il compendio aziendale della ditta individuale intestata a Silvia Quarta; l’intero capitale sociale della Polmar, della Capitan Uncino e della Go.Go.Games. A difendere gli imputati gli avvocati Laura Minosi, Giancarlo Dei Lazzaretti, Cosimo D’Agostino, Giovanni Tarantino, Luigi e Roberto Rella, Michele e Giuseppe Bonsegna, Marco Ripamonti, Giovanni Erroi, Maria Teresa Parrelli, Roberto Ruggiero e Pietro Nocita. 

Il blitz

Nel blitz di undici anni fa  ad Innsbruk furono congelati 14 milioni di euro sul conto dei bookmaker.
L'accusa di allora che non ha trovato riscontro nel processo sostenva allora l'esistenza di una rete di 500
agenzie nelle quali, sotto il marchio della Goldbet, sarebbero state raccolte scommesse in maniera illecita. Inoltre pendeva il sospetto del coinvolgimento della criminalità organizzata poiché 50 agenzie sarebbero state controllate da Saulle Politi.

Saulle Politi

Il suo patrimonio (valore quattro milioni di euro, fra società, un supermercato, immobili e veicoli)  fu
sequestrato perchè ritenuto sproporzionato ai redditi dichiarati. Politi, secondo le accuse non confermate dal processo, avrebbe investito nel settore delle scommesse i proventi delle attività delittuose. E insieme con i familiari, ai quali erano intestati i beni, e ai vertici della Goldbet, Saulle Politi rispondeva di  associazione per delinquere finalizzata all'esercizio abusivo di attività di gioco e scommesse raccolte telematicamente, ma anche di impiego di denaro proveniente da attività illecita. 

Sentenza

I giudici hanno indicato in tre mesi il termine per depositare le motivazioni della sentenza che spiegheranno perché le ragioni delle difese sono state ritenute preminenti rispetto a quelle ell'impianto accusatorio

Ultimo aggiornamento: 18:52 © RIPRODUZIONE RISERVATA