Lecce, extradeficit di 30 milioni. Il sindaco: «Nessun aumento delle tasse»

Giovedì 27 Febbraio 2020
«Effetti limitati sul bilancio, nessun aumento della pressione fiscale». Per prima cosa il sindaco di Lecce Carlo Salvemini rassicura: i 30 milioni in più che il Comune si è ritrovato sul groppone e che fanno lievitare a 105 milioni i debiti non peseranno sulle tasche dei cittadini. Anche se ora l’amministrazione dovrà rideterminare con la Corte dei conti (l’incontro è fissato per l’11 marzo) la manovra di riequilibro. La soluzione potrebbe arrivare dal Milleproroghe.

A monte di tutto c’è la sentenza della Corte Costituzionale n°4 del 2020 (del 29 gennaio scorso) che ha dichiarato illegittimo l’articolo 2, comma 6 del decreto legge 78 del 2015 (a cui anche Lecce aveva ricorso) che permetteva di assorbire il Fondo anticipazioni di liquidità (Fal) nel Fondo crediti di dubbia esigibilità (Fede, fondo che rileva i crediti che non si riesce a riscuotere). Quindi il Comune si è trovato nella necessità di dover contabilizzare a parte il Fal: 29.363.461,07 euro che derivano da somme chieste da Palazzo Carafa tra il 2013 e il 2015 alla Cassa Depositi e Prestiti.

 

Dunque, al “vecchio” disavanzo di circa 70 milioni si vanno ad aggiungere ora questi 29 milioni, toccando quota 105milioni di rosso. Per contenere gli effetti della sentenza, il legislatore ha predisposto un emendamento al decreto Milleproroghe che consentirà una più agevole gestione in bilancio di questo passaggio, neutralizzandone, o riducendone, gli effetti. Palazzo Carafa ha deciso di attendere la definitiva approvazione del Milleproroghe, il cui termine ultimo è fissato per il 29 febbraio, prima di pronunciarsi pubblicamente sugli effetti della sentenza, «anche per non ingenerare comprensibili preoccupazioni sulla tenuta dei conti - fanno sapere dal Comune -, la cui fragilità ha richiesto lo scorso anno l’adesione alla procedura di riequilibrio pluriennale dei conti secondo le disposizioni dell’articolo 243-bis del Tuel e la predisposizione di una manovra di riequilibrio attualmente in fase di valutazione da parte della Corte dei Conti».

La magistratura contabile, proprio perché aspettava la sentenza della Corte costituzionale, non si è ancora espresso sul Piano di riequilibrio del Comune di Lecce. L’amministrazione comunale, a questo fine, ha chiesto una audizione – che si terrà il prossimo 11 marzo a Bari presso la Sezione regionale della Corte dei Conti – per verificare le modalità di gestione di questo passaggio, anche alla luce delle prossime novità normative. E le modalità corrette per procedere alla necessaria correzione della manovra di riequilibrio. La correzione della manovra di riequilibrio sarà utile anche al fine di includere in essa il recupero del disavanzo 2019 maturato in seguito al mancato riconoscimento al Comune di Lecce delle spese di funzionamento della giustizia e le minori entrate per l’annualità 2019 rivenienti da sanzioni per violazioni al Codice della strada.

«Attendiamo fiduciosi l’approvazione del Milleproroghe, che consentirà sostanzialmente di neutralizzare la portata della sentenza della Consulta sui conti del Comune – dice il sindaco –. A marzo saremo alla Corte dei Conti per comprendere i tempi e i modi nei quali procedere alla rideterminazione della manovra di riequilibrio, dalla quale saranno esclusi aumenti della pressione fiscale comunale, essendo essa già al massimo consentito. La fragilità del bilancio comunale non è una novità, è un fatto conclamato con il quale la comunità continuerà ad essere chiamata a misurarsi nei prossimi anni. Noi siamo fiduciosi di aver intrapreso la strada giusta, quella del risanamento, e di poter affrontare anche questo ulteriore difficile passaggio». Ultimo aggiornamento: 29 Febbraio, 07:47 © RIPRODUZIONE RISERVATA