Lecce, donne sedotte e truffate da un dipendente Lupiae: avrebbe sottratto loro 238mila euro. A processo

Mercoledì 7 Luglio 2021

Truffa aggravata: nei guai un dipendente della Lupiae servizi, la società in house del comune di Lecce, che si spacciava per il 56enne militare Augusto Capasa. L'uomo adescava donne sole e vulnerabili, per svuotarle dei loro averi. Con una delle vittime dei suoi raggiri - secondo le carte dell'inchiesta del pm Massimiliano Carducci - avrebbe anche finto di essere un maggiore dei carabinieri, impegnato nella lotta alla mafia.

La giudice Laura Liguori lo ha rinviato a giudizio, come richiesto dalla Procura: la prima udienza si terrà il prossimo 6 ottobre, davanti al giudice della seconda sezione penale Bianca Todaro. Parti civili nel processo, una 55enne di Trepuzzi e una 61enne di San Donà di Piave (Veneto), difese dagli avvocati Francesca Conte e Rosa Parenti.

 

Gli episodi contestati

 

Secondo gli inquirenti, il dipendente Lupiae avrebbe raggirato la prima donna, la 55enne, sottraendole circa 200mila euro per difficoltà sue “gravissime”. Alla 61enne veneta, invece, avrebbe sottratto 38mila euro, sempre ricorrendo a inganni e sotterfugi. Il leccese utilizzava quelle somme per vari acquisti on line, per acquistare una barca con due motori - secondo quanto denunciato dalle vittime -, una moto di grossa cilindrata e per vari viaggi all'estero. Episodi, questi, avvenuti nell’estate del 2019 e dei quali ora, il sedicente Capasa, sarà chiamato a rispondere. E' difeso dall'avvocato Francesco De Iaco.

Ultimo aggiornamento: 8 Luglio, 09:02 © RIPRODUZIONE RISERVATA