Il restauro della colonna di Sant'Oronzo visto da vicino: «Entro aprile libera dalle impalcature»

Il restauro della colonna di Sant'Oronzo visto da vicino: «Entro aprile libera dalle impalcature»
di Stefania DE CESARE
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Domenica 7 Marzo 2021, 10:02 - Ultimo aggiornamento: 10:17

Ancora un mese di cantiere tra interventi di pulitura e operazioni di consolidamento. Trenta giorni e poi, salvo sorprese, sarà liberata. Conto alla rovescia per la fine dei lavori di restauro alla colonna di piazza Sant'Oronzo, a Lecce. A tre anni dalle prime impalcature, gli interventi per riportare in salute uno dei simboli storici del capoluogo si avviano alle battute finali e i leccesi potranno riappropriarsi di uno dei suoi simboli più conosciuti.

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«Colonna libera per il periodo pasquale»: questo è il traguardo che si sono dati la ditta del restauro e il Comune che vorrebbe al più presto liberare il monumento - eretto in segno di gratitudine a Sant'Oronzo a cui la città attribuì l'immunità dalla peste diffusasi nel Seicento - dalle gabbie di ferro. «I lavori procedono bene e siamo nei tempi previsti afferma l'assessore ai Lavori pubblici, Marco Nuzzaci - e la città potrà riavere presto un altro prezzo pregiato del patrimonio artistico del territorio. Salvo imprevisti, puntiamo entro il mese di aprile a liberare dalle impalcature la colonna restaurata».


A lavorare al restyling (operazione a costo zero per il Comune) è la ditta Colaci Emilio impianti e restauri: è la stessa che ha riportato a nuova vita la statua di Sant'Oronzo insieme con l'impresa Ingrosso Costruzioni di San Donato di Lecce. Sull'intero manufatto sono già state effettuate una serie di analisi per individuare il tipo di degrado che caratterizza le superfici lapidee. Il cantiere prevede una serie di interventi tra cui consolidamento, disinfezione, pulitura e protezione finale delle superfici.


«Nelle ultime settimane abbiamo lavorato sul pulvino in calcestruzzo, dove abbiamo concluso le operazioni di pulitura e consolidamento spiega la restauratrice Elisabetta Palmiero - al momento stiamo lavorando alla pulitura del capitello in marmo cipollino dove abbiamo riscontrato tre tipologie di criticità: percolazioni nere provenienti dalla copertina di piombo che era presente sulla sommità del pulvino, depositi di particellato atmosferico stratificati negli anni e colature di ossido di rame che provenivano dalla statua. Terminato il lavoro sul capitello, ci sposteremo sulla colonna vera e propria e in ultimo sul basamento in pietra di Trani su cui persistono alcune colonie di muschio e che sarà oggetto di pulitura e disinfezione. Poi, procederemo con le integrazioni di stuccatura dei giunti delle lastre. Siamo fiduciosi di poter terminare il cantiere per aprile».
Per il restauro della monumento gli addetti ai lavori stanno utilizzando alcuni particolari prodotti della linea Politect che «riducono drasticamente le tempistiche delle operazioni di pulitura rispetto ai classici metodi normalmente utilizzati spiega Silvia Gabanetti, consulente scientifica dell'azienda Politect evitano percolazioni a terra delle sostanze chimiche e non lasciano residui e non alterano in alcun modo le superfici sui quali vengono applicati».


Il progetto di restauro è stato pensato anche in virtù del fatto che la colonna non sarà più sottoposta al peso della statua di bronzo dedicata al santo patrono della città il cui futuro, però, resta incerto. Il manufatto originale, al momento custodito nell'androne laterale di Palazzo di Città di via Rubichi, non tornerà in cima alla piazza, ma sarà custodito al chiuso e al riparo dalle intemperie.
Tra le ipotesi più accreditate c'è la sistemazione all'interno del Palazzo del Sedile, proprio accanto alla colonna. Una soluzione gradita alla Curia e in parte anche alla Soprintendenza da sempre contraria alla musealizzazione della statua. L'ultima parola spetta al Comune che dovrà trovare una casa idonea per Sant'Oronzo.

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