Lecce, cittadinanza onoraria a Yvan Sagnet. Il sindaco Salvemini: «Forte testimonianza civile»

Lecce, cittadinanza onoraria a Yvan Sagnet. Il sindaco Salvemini: «Forte testimonianza civile»
di Ilaria MARINACI
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Martedì 8 Settembre 2020, 13:42 - Ultimo aggiornamento: 16:11

Da oggi Yvan Sagnet è cittadino onorario di Lecce. Il conferimento – su proposta del consigliere comunale Gabriele Molendini – è avvenuto durante il consiglio comunale in programma questa mattina.  Sagnet, nel 2011, guidò il primo sciopero dei braccianti agricoli migranti alla Masseria Boncuri di Nardò, dove i lavoratori vivevano in condizioni igienico-sanitarie inaccettabili, all’interno di tende e alloggi di fortuna. Una rivolta che riuscì a richiamare su di sé l’attenzione dell’opinione pubblica locale e nazionale, dei politici e della magistratura e che, nel 2016, portò alla legge di istituzione del reato penale di caporalato e, l'anno successivo, alla prima sentenza di “riduzione in schiavitù” pronunciata in Italia. 

«Il percorso di Yvan – ha dichiarato il sindaco Carlo Salvemini durante la cerimonia – rappresenta per noi una fortissima testimonianza civile, della consapevolezza che ogni percorso di riconoscimento dei diritti passa dalla fuoriuscita da una condizione di invisibilità e marginalità dei migranti. È nell’invisibilità e nella mancanza di regole che trovano terreno di coltura i fenomeni di sfruttamento e prevaricazione dei quali i braccianti di Nardò sono stati vittime».

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Salvemini ha rimarcato l’impegno che ha intrapreso l’ex studente camerunense del Politecnico di Torino, arrivato a Nardò per fare la stagione e con i guadagni pagarsi gli studi: la costituzione della rete NoCap per la creazione di una filiera etica in agricoltura. «Ha dimostrato con i fatti, con la rete NoCap che un’altra agricoltura è possibile, chiamando a collaborare, ciascuno per il suo ruolo e nella responsabilità delle proprie scelte, lavoratori, produttori, distributori e consumatori, uniti dal comune obiettivo di una filiera economicamente sostenibile e rispettosa dei diritti inviolabili delle persone e dei lavoratori. Un impegno che è stato riconosciuto anche dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che lo ha nominato Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana. Da oggi – ha concluso – ci onoriamo di averlo anche come nostro concittadino».

Molto emozionato Sagnet. «Lecce è la mia seconda casa – ha commentato – ed essere riconosciuto come cittadino è per me qualcosa di storico che va al di là della gioia. C’è stata un’onda, una rivoluzione che è partita dallo sciopero fatto sfilando per le strade di questa città e che ha invaso tutto il Paese portando alla prima legge in Europa contro lo sfruttamento. Se oggi ci sono tanti processi per caporalato, è perché il primo (il processo Sabr, ndr) è partito da qui. Con questo atto della cittadinanza onoraria, l’amministrazione di Lecce fa una scelta di campo: noi siamo dalla parte della vita. Questo continua a fare onore alla città. Vorrei dedicare questo riconoscimento ai miei compagni lavoratori che hanno fatto la battaglia con me». A salutare il discorso di Sagnet gli applausi della sola maggioranza. Ad eccezione, infatti, di due assenti giustificati e del consigliere dei 5Stelle, il resto dei presenti dell’opposizione ha abbandonato l’aula durante la cerimonia.

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