Cittadella della Giustizia di Lecce: opera da 317 milioni di euro, ma ce ne sono solo 70

Cittadella della Giustizia di Lecce: opera da 317 milioni di euro, ma ce ne sono solo 70
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Lunedì 21 Marzo 2022, 12:58 - Ultimo aggiornamento: 22 Marzo, 13:15

Un'opera da 317 milioni di euro. E' la Cittadella della Giustizia a Lecce il cui progetto, di cui è titolare l’Agenzia del demanio, è stato illustrato questa mattina al sindaco Carlo Salvemini. Presenti il procuratore generale Antonio Maruccia, il presidente della Corte d'Appello Vetrone, l'avvocato Francesco Paolo Sisto, sottosegretario Giustizia, e il giudice Massimo Orlando in rappresentenza del Ministero della Giustizia.

Il progetto

La Cittadella della Giustizia dovrebbe sorgere sui terreni di via Adriatica confiscati alla mafia (ex deposito “Matarrelli”) lungo la strada per Torre Chianca (meno di 5 chilometri fuori dalla città) e facilmente accessibili dall’anello della tangenziale Est che circonda la città e collegato alla superstrada per Brindisi. Nel Palagiustizia confluiranno le attività oggi dislocate su via Brenta (polo civile), di viale De Pietro (polo penale) e di via Calabria (sede di polizia giudiziaria distaccate in Procura).

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Anche il Comune dovrà fare la sua parte. A Palazzo Carafa spetterà l’inquadramento urbanistico del parco della giustizia. L’amministrazione, una volta presa visione dell’idea progettuale, chiarirà quali eventuali variazioni urbanistiche - viabilità, le aree dei parcheggi, aree verdi, trasporto pubblico, rete dei servizi ed altro – si dovranno adottare per rendere funzionale la cittadella. Uno studio da inserire nel documento programmatico preliminare al Pug.

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Il punto di partenza sarà la collocazione dell’immobile situato dove oggi transitano poche decine di auto al giorno ma che in futuro, proprio con la realizzazione della cittadella, si prevede l’afflusso di migliaio di persone fra addetti ai lavori ed utenti. Prossimo passo: la gara per l’affidamento dei lavori con i 70 milioni di euro stanziati dal Ministero della Giustizia. Per la fine dell’opera, però, bisognerà ancora avere pazienza. I tempi: non prima del 2026.

Il sottosegretario: «Irrealizzabile»

«Per l'investimento prospettato l'opera appare irrealizzabile - ha commentato il sottosegretario alla Giustizia, Francesco Paolo Sisto -. Ciò non vuol dire che non si possano trovare altre soluzioni, ma bisognerà evitare una disfunzionalità, che un servizio finisca col diventare un disservizio e una diseconomia».

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