Giù il muro di cinta della caserma, arrivano 36 cipressi e l'illuminazione tricolore

Domenica 22 Maggio 2022 di Paola COLACI

Giù parte del muro di cinta della caserma Zappalà, lungo viale Grassi. Al suo posto un monumento commemorativo che riproduce un picchetto d’onore disegnato da 36 cipressi allineati e coperti. E punta a rappresentare un “percorso narrativo”: una nuova dimensione che mostra mezzi e cimeli militari storici. E a evidenziare il nuovo spazio aperto l’illuminazione artistica che richiama il tricolore. Così la sede della Scuola di Cavalleria di Lecce si apre alla città attraverso la “Breccia urbana”. 

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Il progetto 


Il progetto ha come obiettivo quello di ridisegnare il rapporto tra forze armate e cittadinanza e tra le caserme dell’Esercito e lo spazio urbano. E sarà presentato il prossimo martedì, 31 maggio nelle sale delle ex Officine Cantelmo a Lecce. A promuovere l’evento l’associazione “Arma di Cavalleria” in occasione delle imminenti celebrazioni per i 200 anni della nascita della scuola di Cavalleria.
La proposta progettuale - redatta da un laboratorio urbano coordinato dal coworking “iArchitettura 0832” dello studio di architettura “Gruppo Foresta” nel quale giovani progettisti hanno ascoltato e tradotto in progetto le istanze della città - prevede la rimozione di parte del muro di cinta afferente viale Grassi. Con la possibilità di creare collegamenti visivi tra perimetro esterno ed interno alla Caserma Zappalà, sede della scuola di Cavalleria, nell’ambito di un nuovo percorso museale messo a disposizione della collettività. Per la ricorrenza dei duecento anni della nascita della Scuola di Cavalleria, l’associazione Nazionale Arma di Cavalleria Lecce intende, dunque, donare il progetto di un monumento commemorativo attraverso un processo partecipativo di inclusione e integrazione. 

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Foresta: «Nuova dimensione urbana»


«Il progetto definisce una nuova dimensione urbana dove la caserma perde la sua definizione di limite e diventa parte integrante della città - spiega l’architetto Alfredo Foresta - Il muro di cinta lungo Viale Grassi abbandona la consistenza in favore di una nuova prospettiva urbana che intreccia il valore di Patria in una visione di Pace. Riferimenti e citazioni recuperano il valore degli uomini che hanno scritto la storia della Cavalleria Italiana, un picchetto d’onore disegnato da trentasei cipressi allineati e coperti spiega un percorso narrativo coinvolgente ed emozionante che mostra mezzi e cimeli militari storici». 
Un “dentro e un fuori” che sarà parte integrante, «di un’unica visione, dove elementi puntuali di arte contemporanea, valore aggiunto alla vocazione turistica di Lecce, arricchiscono il monito identitario della cultura Italiana in una dimensione europea» conclude Foresta. 
A rimarcare lo stretto rapporto tra la Scuola di Cavalleria e Lecce è il generale Franco Apicella. «Da un quarto di secolo la città di Lecce ospita la Scuola di Cavalleria, il cui legame con istituzioni e cittadinanza è ben più profondo di quanto possa far pensare un periodo in apparenza breve se misurato con i secoli di vita della nostra nobile Arma - ricorda - In realtà la Cavalleria era presente a Lecce anche prima, quando sotto l’egida della Scuola Truppe Corazzate, venivano formati gli ufficiali di complemento destinati alle unità di Cavalleria, oltre a quelli delle altre specialità corazzate. Molti di loro conservano tuttora un grato ricordo della permanenza nel capoluogo salentino».

Da sempre porte aperte

Ma da sempre le porte della Scuola sono aperte al capoluogo, come dimostrano le numerose iniziative rivolte soprattutto ai giovani. «Nelle giornate Fai dello scorso novembre, per esempio, circa 250 studenti delle scuole primarie e secondarie hanno vissuto un’esperienza formativa unica, scoprendo il patrimonio storico-culturale dell’Esercito - ricorda Apicella - Ma una parte rilevante nelle attività della Scuola hanno avuto i concorsi in occasione di particolari emergenze che hanno coinvolto il territorio». Non da ultimo va ricordato il coinvolgimento attivo della caserma Zappalà in relazione alla gestione dell’emergenza Covid, «con la struttura dedicata ai tamponi e test molecolari. E i numeri sono significativi: 206mila dosi di vaccino somministrate e 19.000 tamponi effettuati a favore della popolazione della provincia salentina» conclude il generale.

 

Ultimo aggiornamento: 23 Maggio, 13:59 © RIPRODUZIONE RISERVATA