Caro-bollette, pochi soldi per la spesa: viaggio nei mercati semi-vuoti. «Ormai c'è chi compra solo una mela»

Caro-bollette, pochi soldi per la spesa: viaggio nei mercati semi-vuoti. «Ormai c'è chi compra solo una mela»
di Matteo BOTTAZZO e Paolo CONTE
6 Minuti di Lettura
Martedì 23 Agosto 2022, 05:00 - Ultimo aggiornamento: 21:59

Buste della spesa sempre più leggere e consumatori alle prese con i conti della serva. E perfino il “Mercato Giornaliero” di via Adua, lo storico magazzino di Porta Rudiae, finisce nella morsa di della crisi. Da tanti anni il mercato coperto rappresenta il punto di raccordo per migliaia di leccesi (e non solo): centro nevralgico di una città che in viale dell’Università convoglia i residenti di centro storico, San Pio e Idria. 

Al mercato di Porta Rudiae: «Chi prima comprava due polli, ora se ne fa bastare uno»

Il via vai non manca, ma da qualche tempo le liste della spesa sembrano delle vere e proprie cure dimagranti. «Se prima un cliente comprava due polli interi per un nucleo familiare composto da quattro persone, adesso ne compra solo uno - dice Federica Amato, titolare di una rivendita - e fortunatamente la nostra clientela è affezionata e non ci lamentiamo, ma gli effetti del caro vita si sentono anche per noi operatori. Purtroppo, è aumentato tutto e dobbiamo farne di necessità virtù. La situazione è generalizzata e attanaglia le attività di tanti comparti - conclude Amato - ma dobbiamo continuare a fare il nostro lavoro con la speranza che arrivino tempi migliori». 
L’aumento delle materie prime e l’impennata dell’energia elettrica ha costretto gli operatori a ritoccare i prezzi verso l’alto, mentre i consumatori continuano ad attuare la politica del risparmio. «A causa dei continui rincari anche noi abbiamo dovuto ritoccare i prezzi - aggiunge Jessica Sergi, titolare di un altro esercizio - ma ci siamo mantenuti bassi rispetto ad altri. Le spese sono sempre più pesanti e i clienti ormai comprano solo il giusto necessario per mettere un piatto a tavola. Dobbiamo tenere duro».

"Cura dimagrante" anche in salumeria e nel reparto ortofrutta

Dalle carni ai salumi la musica non cambia. E Annamaria Antonaci della “Bottega di Totò” suffraga le tesi dei colleghi: «Fino a qualche mese fa i clienti compravano un chilo di pane, adesso ne basta mezzo chilo per passarci due o tre giorni. Hanno dimezzato le liste della spesa, ma le cause non sono da attribuire soltanto al carovita. Da quando hanno costruito la pista ciclabile all’ingresso del mercato che si affaccia su viale dell’Università, tanti clienti tirano dritto perché non trovano parcheggio. E quei pochi che si sono fermati per acquistare da noi sono stati multati e non sono più tornati. Quindi abbiamo perso anche una fetta della clientela».

Anche nel reparto riservato alla verdura e agli ortaggi non mancano i musi lunghi. «È aumentato tutto e prevedo un autunno nero perché le spese lieviteranno ancora di più - afferma Gianluca Giordano, titolare di un’altra rivendita - un chilo di buste di plastica le pagavo 3 euro, adesso mi vengono a costare ben 7 euro. Praticamente, più del doppio. E se prima i clienti compravano un chilo di pere e un chilo di arance, ora prendono due pere e due arance contate». Un coro di lamentele, dunque. «Vivo di una misera pensione che a stento mi basta per mangiare e pagare le bollette - prosegue la signora Annalisa mentre sta facendo la spesa - e come faccio a fare provviste se rischio di non arrivare a fine mese? Sono costretta a fare la spesa un giorno alla volta per evitare di ritrovarmi col portafogli svuotato nel giro di breve tempo».

A Settelacquare bancali vuoti e poca merce: «Non c'è clientela»


Dal centro alla periferie: meno acquisti e aria di crisi per i commercianti. Bancali vuoti, poca merce negli spazi espositivi e ancora meno gente nei torridi corridoi del mercato di Settelacquare, situato tra viale Moro e il quartiere di piazza Partigiani. I rivenditori lamentano a gran voce un profondo stato di abbandono e il riferimento non è solo dall’amministrazione comunale. Purtroppo, la clientela è sempre più spinta a fare acquisti misurati e a non accumulare merce a casa come accadeva un tempo. La spesa per il reparto frutta difficilmente supera i 5 euro a persona. Appena meglio va per le macellerie che hanno però costi più importanti, mediamente una famiglia spende tra 7 e 8 euro e c’è un ritorno alla carne più “povera” rispetto a tagli pregiati.

I clienti: «Facciamo prima a comprare una gallina che fa le uova in casa»

«Le persone non spendono più, cercano di limitarsi anche sul cibo - spiega Assunta, al lavoro al banco frutta - e se in passato vendevamo varietà di frutta con ordini importanti per eventi e cene, oggi è tutto in quantità più limitate. Non ha nemmeno più tanto senso acquistare all’ingrosso ingenti quantitativi di frutta ed ecco perché abbiamo anche cassette vuote». Risaltano all’occhio le saracinesche abbassate di pescherie e panifici nonostante questa sia la settimana tipica del rientro dei leccesi in città, in occasione della festa patronale. «Ci sono giorni che il nostro incasso non arriva nemmeno a coprire le spese effettuate per riempire il bancone -racconta la titolare della salumeria - e si predilige acquistare prodotti a lunga conservazione che costano anche meno di un prodotto fresco. Dobbiamo combattere ogni giorno con una realtà che sta portando le persone a risparmiare anche sulla tavola». 
Sconforto anche tra gli acquirenti del mercato di Settelacquare: «Con l’arrivo della festa di Sant’Oronzo sto pensando di portarmi a casa una gallina, in modo da poter risparmiare sulle uova - racconta Paola Battisti - e sicuramente il mangime per nutrirla costa meno rispetto a quanto si spende oggi per fare la spesa». 
I prezzi competitivi del mercato di Settelacquare però non sono supportati dai servizi di cui necessita la struttura della zona est. «Fare acquisti d’estate qui dentro è un’utopia, le temperature sono altissime e in tanti prediligono i supermercati della zona nonostante i prezzi più alti», dice Mario Caputo. Che, poi, aggiunge: «Manca anche una fermata dell’autobus che potrebbe aiutare anche le persone più anziane a raggiungere comodamente il mercato». 
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