Lecce, caos all'Anagrafe. Gli impiegati: «Fate il passaporto». Cittadini in coda dalle 6, scatta la rivolta: arriva la Municipale

Lecce, caos all'Anagrafe. Gli impiegati: «Fate il passaporto». Cittadini in coda dalle 6, scatta la rivolta: arriva la Municipale
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Martedì 24 Maggio 2022, 19:55 - Ultimo aggiornamento: 25 Maggio, 09:11

Passano i mesi, ma il problema resta: riuscire a rinnovare la carta d'identità all'Anagrafe del Comune di Lecce è impresa per cuori forti e resistenti. Impossibile farlo in tempi ragionevoli, impossibile - adesso - anche prenotare un appuntamento. Così questa mattina, all'ennesima coda e davanti all'attesa, c'è chi ha perso le staffe costringendo i funzionari a chiedere l'intervento della Municipale

Le lamentele dei cittadini consegnano un quadro che, se non fosse tragico, sarebbe indubbiamente comico. «Sono rientrato da Roma per rinnovare la carta d'identità di mio figlio e mi sono presentato agli uffici negli orari indicati, ma mi hanno risposto - spiega un cittadino - che non potevano svolgere la pratica perché non avevo una prenotazione. Peccato che le prenotazioni siano state interrotte dal 16 maggio scorso», con tanto di comunicato dell'ente. Secondo le testimonianze dei presenti, i pochi impiegati presenti - esasperati - hanno anche suggerito soluzioni curiose per consentire ai cittadini di avere con sé un documento valido. «A qualcuno è stato detto di richiedere il passaporto, che costa dieci volte di più; ad altri di andare negli uffici dei Comuni vicini, muniti di delega, per ottenere il rinnovo della carta d'identità».

La lettera

Un lettore di Quotidiano questa mattina era presente all'Anagrafe: «Dovevo rinnovare la carta d’identità, ma dopo lo stop alle prenotazioni, vengono distribuiti giornalmente 10/15 numeretti al mattino per i cittadini più fortunati. Gli altri se hanno fortuna slittano ai giorni successivi. Peccato però che questa mattina alle ore 6,30, cioè due ore prima dell’apertura, chi arrivava era già fuori tempo massimo». Il cittadino è tornato in viale Aldo Moro alle 10, chiedendo di poter parlare con il dirigente, ma dopo l'attesa è dovuto andar via «a lavorare» precisa. «Una persona che ha assistito a tutta la scena - prosegue nella lettera - mi ha preso in disparte dicendomi di aver risolto il problema recandosi presso un altro comune. Sono quindi andato al comune di Surbo e una impiegata molto cordiale e molto professionale mi ha detto che con il nullaosta avrei potuto richiedere il rinnovo del documento lì da loro. Ho obiettato che  avere il nullaosta, date le premesse, non sarebbe stato semplice e mi hanno reso il servizio previa compilazione di una dichiarazione. Mi sono vergognato da leccese. È scandaloso che ci si sforzi di accogliere i turisti nelle migliori condizioni possibili e poi si maltrattino i propri cittadini».

La risposta dell'assessore

«Il problema esiste, il personale non c'è e la situazione si sta aggravando - ammette l'assessore e vicesindaco Sergio Signore -. Sono andate in pensione 12 impiegati e ora abbiamo solo due sportelli aperti, uno che smaltisce le persone con prenotazione e l'altro che riceve i cittadini presenti. Non si riesce a garantire risposte a più di 30 utenti per volta. Stiamo cercando di capire come fare». 

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