Penalisti salentini scioperano: «Ammassati nei corridoi per un fascicolo»

Penalisti salentini scioperano: «Ammassati nei corridoi per un fascicolo»
di Roberta GRASSI
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Venerdì 30 Settembre 2022, 19:04 - Ultimo aggiornamento: 21:35

Gli avvocati penalisti incrociano le braccia. O forse sarebbe meglio dire depongono la toga per un giorno, in segno di protesta. Accade a Lecce, dove la Camera Penale ha indetto una giornata di astensione per protestare contro un provvedimento assunto dal Tribunale di Sorveglianza che ha deciso di non revocare le misure Covid e impedire quindi ancora l'accesso libero alle cancellerie, confermando il passaggio dal "front office". 

Le motivazioni

«Ogni difensore - scrivono i penalisti in una nota a firma del presidente Giancarlo Dei Lazzaretti e del segretario, Antonio Savoia - ha il diritto e il dovere di espletare appieno la difesa del proprio assistito e parte fondamentale dell'attività professionale è rappresentata dallo studio e dalla attenzione da rivolgere agli atti presenti negli uffici e nelle cancellerie preposte». 

I penalisti: «Lesione al diritto di difesa»

«Ogni limitazione - proseguono - o ostacolo al libero accesso agli atti dei diversi procedimenti, che interessano i propri assistiti, rappresenta una grave limitazione del diritto di difesa e del ruolo degli avvocati». La Camera penale di Lecce, fa anche sapere di aver sollcitato e chiesto, anche attraverso il Consiglio dell'Ordine degli avvocati, il ripristino dell'accesso libero considerato che, «L'emergenza dettata dalla pandemia Covid è ormai cessata da tempo». 

«Ammassati sui pianerottoli»

Spiegano i penalisti che dover «stazionare ammassati sul pianerottolo del sesto piano del palazzo di giustizia in attesa di informazioni o di poter avere un fascicolo, è umiliante, oltre che ingiusto». Non solo: «Impedire a più avvocati di poter accedere direttamente nelle diverse stanze dell'Ufficio, dove sono applicati funzionari con diverse competenze, e costringerli invece ad accedere uno alla volta sino al front office, è regola priva di razionalità». Da qui la decisione: il 13 ottobre astensione dalle udienze e da ogni attività giudiziaria nel circondario di Lecce. 

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