Lecce, l'esercito dei giovanissimi per processi e "arretrato"

l'open space in tribunale
l'open space in tribunale
di Roberta GRASSI
5 Minuti di Lettura
Martedì 3 Maggio 2022, 05:00 - Ultimo aggiornamento: 17:37

Un esercito di giovani, qualificati, schierato per ridurre l’arretrato. Sono 303 in tutto il distretto (Lecce, Brindisi e Taranto) e sono i componenti dell’ufficio del processo. Si sono insediati tra fine febbraio e inizio marzo, e hanno già avuto tempo per ambientarsi e per portare “a regime” il proprio impegno che, assicurano dai vertici, sta andando oltre ogni rosea aspettativa.

Ufficio del processo: arrivano i nuovi assunti. Cassano, presidente della Corte d’Appello: «Investimento importante per gli organici e Giustizia più rapida»

Come sono ripartiti a Lecce


A Lecce sono così ripartiti: alla Corte d’Appello ne sono stati assegnati 51, al Tribunale (civile e penale) 90. 
Si tratta di dipendenti a tutti gli effetti assunti sulla base di un concorso con un contratto a scadenza (2026) a cui spetta il delicato compito di coadiuvare magistrati e cancellieri a velocizzare le procedure. L’imperativo è produrre di più, insomma, e abbattere le pendenze, per rispondere alle richieste dell’Europa rispetto a un sistema giustizia, quello italiano, ritenuto un po’ troppo lento e farraginoso. 
Hanno un’età media quasi 33 anni e in merito al loro impiego e alla destinazione, i dirigenti dei vari uffici hanno dovuto compiere diversi sforzi. Il primo è stato quello di trovare una collocazione in termini pratici: stanze e scrivanie, per cominciare. Per i 50 della Corte d’Appello è stato allestito una sorta di open space al primo piano del palazzo, laddove c’era la biblioteca i cui volumi sono stati trasferiti nel vicino ex convento degli Agostiniani, struttura “di comunità” che ha recentemente aperto al pubblico. 
I 90 del Tribunale sono ripartiti tra penale e civile, quindi tra gli uffici di viale De Pietro e via Brenta. Hanno stanze a disposizione. 

Giustizia, il Penale recupera: più rapido a evadere le cause

Il primo banco di prova a giugno


La task force, quindi, sta lavorando sodo, in attesa del primo reale banco di prova, quello di giugno: al termine del primo semestre si hanno solitamente le rilevazioni del ministero sull’operatività degli uffici giudiziari e quindi sul rapporto tra sopravvenuti e definiti che determina l’indice di produttività dei magistrati. 
I “ragazzi”, la più giovane ha 26 anni, hanno mansioni precise. Si occupano di studiare i fascicoli e anche di redigere i provvedimenti più semplici, sotto la guida dei magistrati. Ma sono loro assegnati anche compiti differenti, solitamente svolti dagli operatori giudiziari e dai cancellieri: la preparazione delle udienze e dei fascicoli. 
La mission è una sola: sveltire, migliorare, rendere più efficiente il comparto. Complice anche la digitalizzazione di alcune procedure, e le abilità nel digitale delle nuove generazioni. 
Il primo bilancio è ottimo: «È un’esperienza senza dubbio positiva - spiega il dirigente amministrativo della Corte d’Appello, Sergio Montanaro - c’è un livello di efficienza medio alto». L’unico scotto che si paga, è che qualcuno in itinere si ritrova costretto a lasciare, perché vincitore di concorsi a tempo indeterminato e bisogna scorrere la graduatoria.

Coro unanime: «Esperienza positiva»


«Sono ragazzi molto volenterosi che ci stanno dando una mano significativa» ha commentato il presidente della Corte d’Appello, Lanfranco Vetrone
«Sono molto ottimista - spiega - e lo sono stato sin da subito, convinto che qualsiasi forma di ausilio, sarebbe stata importante. Mi preoccupa unicamente la realizzazione degli obiettivi del Pnrr entro il giugno del 2026, non so se la giustizia italiana sarà in grado. I magistrati restano pochi, come dimostra il numero, basso, di quanti hanno superato l’ultimo concorso». 
Entusiasta anche il presidente del Tribunale, Roberto Tanisi, che con la dirigente amministrativa, Alessandra Scrimitore, si è occupato di un plotone di 90 nuovi assunti da collocare in palazzi diversi e destinare a compiti vari. 
«Stiamo facendo un sacco di cose con questi ragazzi. Stiamo lavorando. Sono molto utili, l’unico problema è che sono a tempo determinato, e dopo non si sa cosa accadrà». 
Non è stata disposta un’assegnazione per magistrato, ma per sezione: «I colleghi si stanno da fare molto, sono contento di questi primi mesi, di come sta andando», conclude Tanisi. 
Il reclutamento non finisce qui: sono appena scaduti i termini di un altro concorso per il reclutamento di più di 5mila figure di diverso genere. E una quota è destinata proprio al distretto.

© RIPRODUZIONE RISERVATA