Gli avvocati verso la Consulta: «Noi, meno ferie dei magistrati»

Gli avvocati verso la Consulta: «Noi, meno ferie dei magistrati»
di Roberta GRASSI
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Mercoledì 5 Ottobre 2022, 05:00 - Ultimo aggiornamento: 10:38

«A conti fatti gli avvocati godono di un periodo di ferie più ristretto rispetto ai magistrati». La questione potrebbe apparire una rivendicazione di categoria, una questione meramente sindacale. Ma non lo è, a giudicare da quanto è stato affermato dall’avvocato Paolo Spalluto che il 15 settembre scorso ha formulato, in Cassazione, una questione di legittimità costituzionale, sul punto, che è stata ritenuta ammissibile. E che sarà valutata in una prossima udienza, da fissare. 

Termini e scadenze

Si parla di termini, di scadenze. E di duro lavoro. Oltre che di una “disparità” di trattamento - quanto a periodo di sospensione delle udienze e dei termini per le impugnazioni - che penalizzerebbe gli avvocati e, a cascata, anche gli utenti. I cittadini. 
La questione di legittimità costituzionale è stata rappresentata alla sesta sezione penale, nell’ambito di un processo per peculato giunto al terzo grado di giudizio. Più nello specifico, ad essere stata posta in contestazione è la norma che ha ridotto il periodo di sospensione termini 1 agosto- 15 settembre al 1agosto - 31 agosto.

Il termine, a quanto viene specificato era inizialmente di 45 giorni, una volta ridotto a 30 giorni, per i magistrati, è stato “compensato” attraverso altri provvedimenti normativi, si sono previsti dei periodi cuscinetto che servono proprio per salvaguardare e garantire la tutela del periodo di riposo dei magistrati, garantendo quindi che nei dieci giorni precedenti e nei cinque giorni successivi al periodo feriale, gli stessi non siano tenuti a svolgere alcuna attività se non attraverso determinanti collegi in sostituzione. 

Le ferie dei magistrati

Ci sono le festività soppresse e altre possibilità di riposare. Per gli avvocati non è la stessa cosa. E ciò comporta che, per via delle scadenze e per tutelare gli interessi e i diritti degli assistiti, si finisca per scrivere anche a Ferragosto. 
«Se avessi voluto chiedere l’udienza pubblica per il mio assistito - spiega l’avvocato Spalluto - davanti alla Corte di Cassazione, mi sarei dovuto muovere nei 25 giorni precedenti alla data dell’udienza, fissata per il 15 di settembre. Quindi ad agosto». Il rilievo è stato oggetto di una mozione a firma dei delegati dell’ordine di Roma. Si chiede la modifica dei termini di sospensione feriale, specificando che la norma che li ha contratti, «sbandierata quale rimedio per la riduzione dei tempi della giustizia, non ha assolutamente raggiunto lo scopo prefissato e ha di fatto danneggiato la categoria forense». 
Da qui la richiesta di sottoporre al governo e al Parlamento una nuova modifica che riporti la situazione al passato. E garantisca «equità», fra la condizione professionale degli avvocati e quella dei magistrati. Le cui funzioni sono interdipendenti. 

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