Corale e colta, la Taranta torna a mordere

Sabato 24 Agosto 2019 di Ilaria MARINACI

Il concertone della Notte della Taranta propone ogni anno suggestioni nuove. Quello di stasera, sul grande palco davanti all'ex Convento degli Agostiniani a Melpignano trasmesso in diretta dalle 22.40 per la prima volta su Raidue viaggia su due binari ben precisi: il recupero della coralità con i canti polifonici movimentati dai ritmi tipici della pizzica e l'incontro con il sinfonismo russo.
Non a caso la particolarità di questa edizione numero 22 è la presenza dell'Orchestra Sinfonica Oles con cinque studenti del Conservatorio di Lecce al fianco dell'Orchestra Popolare della Notte della Taranta. Un totale di 44 musicisti diretti dal maestro concertatore Fabio Mastrangelo, direttore musicale della Russian Philharmonic di Mosca. «Abbiamo realizzato spiega Mastrangelo 18 arrangiamenti per orchestra popolare, da poi replicare anche a San Pietroburgo e a Mosca». I canti polifonici, secondo il direttore artistico Daniele Durante, sono la parte della tradizione che rischia di andare perduta. «Il loro recupero è l'operazione dall'alto dice che ho voluto fare sperando che i gruppi che si ispirano a quello che succede su questo palco facciano altrettanto. Dalla riproposta dobbiamo passare alla proposta». In questa tela tessuta da Mastrangelo e Durante si inseriscono i sei ospiti: Elisa, Guè Pequeno, Salif Keita, Enzo Avitabile, Alessandro Quarta e Maurizio Colonna. La cantante triestina canterà in grico i brani Aremu con cui si cimentò nel 2006 anche Carmen Consoli e Calinitta e in dialetto salentino Pizzica di Galatone. In più, regalerà al pubblico, una versione inedita di Luce, la canzone con cui vinse Sanremo nel 2001. La cosa più vicina alla musica popolare oggi è il rap. Quindi, per il secondo anno consecutivo, arriva a Melpignano un rapper, Pequeno, che proporrà le sue strofe sui brani La coppula, Lu sule calau e la Pizzica di Corigliano d'Otranto.
La visione internazionale del concertone è interamente affidata a Salif Keita, la voce d'oro dell'Africa, che interpreterà due suoi brani, Yamore e Africa, arricchiti dalle rime in salentino composte da Stefania Morciano e Consuelo Alfieri, entrambe voci dell'Orchestra Popolare. Un messaggio di fratellanza fra il Salento e il continente da cui provengono la maggior parte dei migranti che arrivano sulle nostre coste. «Sarà una grande festa del villaggio», sintetizza Keita. Con Enzo Avitabile, che interpreterà Pizzica di Cellino San Marco, Pizzica di Torchiarolo e Tarantella di San Michele, la tradizione salentina si mescola ai suoni di Napoli. Ma si parlerà anche di femminicidio: Avitabile, infatti, ricontestualizzerà un brano poco conosciuto della tradizione, U Pecuraru, brano intriso di cultura maschilista che giustificava la violenza sulle donne considerate una proprietà, stravolgendone il finale con il coro non si uccide per amore. «La musica commenta il cantante di Marinella sa non farti mai cadere nella retorica». Grande è l'attesa, poi, per l'esibizione del violinista leccese Alessandro Quarta che, con il suo Stradivari, interverrà su La Coppula con Pequeno e su Pizzica Indiavolata, proponendo, poi, il suo inedito Lu Core Miu, «in cui il mio violino spiega è una donna salentina e il Salento il ventre di mia madre». Il virtuoso della chitarra Maurizio Colonna eseguirà il suo brano Taranta (Homage to Salento) e le sue corde arricchiranno anche i brani Yamore, La furesta e Calinitta. In circa quattro ore di concerto, saranno presentati 40 brani, fra i quali spicca uno dei pezzi più amati dalla piazza, Aria Caddhipulina, che per la prima volta dopo molti anni non sarà affidato alla voce di Antonio Castrignanò, ma a quella non meno potente di Antonio Amato. Il connubio fra popolare e classico spicca anche nella danza. Il coreografo Davide Bombana ha creato 12 quadri per ballerini popolari e accademici, ai quali si aggiungono, come ospiti, tre eccellenze salentine della danza: Gabriele Corrado, Elena Marzano e Luigi Campa.

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