La minaccia: «Bisogna uccidere Elia» Spunta la scritta sui muri di Lecce

La minaccia: «Bisogna uccidere Elia» Spunta la scritta sui muri di Lecce
Nuove tensioni e ancora clima intimidatorio attorno a Tap. Ieri è spuntata a Lecce, in via Sozy Carafa, una scritta dai contenuti più che mai espliciti: Bisogna uccidere Elia. Elia sarebbe Michele Mario Elia, dal 2016 country manager per l'Italia di Tap. In queste ore i vertici del Consorzio stanno decidendo se sporgere denuncia contro ignoti.
Lecce, e non solo il capoluogo salentino, era finita nel mirino dei presunti No Tap: proprio in primavera era stato imbrattato con scritte il complesso degli Agostiniani, da poco restaurato. E atti vandalici erano stati compiuti anche in occasione di un recente corteo contro il gasdotto.
Le vere e proprie intimidazioni non sono però mancate, affatto: nel mirino sono più volte finiti la sede leccese di Confindustria, il Pd (la federazione provinciale, ma anche a più riprese i circoli), e aziende locali che lavorano con il Consorzio Tap. In quest'ultimo caso con veri e propri attentati. Proprio ad aprile l'ultimo raid al circolo Pd di Martano: finestra forzata, sul pavimento e sulle sedie un cumulo di volantini, con messaggio minaccioso (Il vostro partito sostiene un'opera che legittima le forze dell'ordine alla repressione. Pd m...), in sala altri fogli distribuiti alla rinfusa (testo: Digos e Pd boia speriamo che tu muoia). Il 17 novembre 2017 una analoga irruzione era stata portata a compimento nella sede provinciale di Lecce del Pd. Stessa sorte alla sede di Carpignano Salentino. Il 20 febbraio scorso, sempre a Martano, altro raid notturno, stavolta nella sede della Lega.
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Giovedì 13 Settembre 2018 - Ultimo aggiornamento: 16:59