L'estate è solidale: arriva il “Gelato sospeso” per i bambini in difficoltà. Ecco come donare

Mercoledì 11 Settembre 2019 di Paola ANCORA
Riuscite a immaginare qualcosa di più bello di un bambino felice con un gelato in mano? Un gelato che buono lo è davvero, in ogni senso, non solo quello del gusto (pure grandemente accarezzato dall'arte gelatiera di Alessandra e Alberto, titolari della gelateria Baldo a Lecce). E' buono, il gelato di cui parliamo, perché qualcuno, comprandone per sé, ha voluto pagarne anche per altri, per i bambini in difficoltà. E' buono perché insegna la solidarietà, la cura di sé e del prossimo, la gentilezza. E lo fa con un gesto semplice e, quindi, comprensibile da tutti, anche dai bambini che in difficoltà non sono affatto e che, donando, saranno adulti migliori. 

L'iniziativa “Il gelato sospeso” è tutto questo. Rientra nell’ambito del progetto “Storie cucite a mano” ed è nata dalla fantasia e dal cuore di Antonietta Rosato e Cecilia Maffei, anime vivaci e instancabili dell’associazione Fermenti Lattici. Insieme alla gelateria leccese “Baldo Gelato” e all’assessorato ai Servizi sociali, retto da Silvia Miglietta, hanno avviato una raccolta spontanea di gelati sospesi, cioè già pagati, come è d'uso fare per i caffè a Napoli e, da qualche tempo, anche in altre realtà italiane. 

Da agosto, quando la raccolta è stata avviata, fino a oggi è stato così possibile donare 80 gelati: 50 sono stati già consegnati ai bambini del centro socio educativo diurno “Volare Alto” del Comune di Lecce. «I prossimi gelati - spiegano da “Fermenti Lattici” - saranno donati ad altri bambini tramite associazioni, case famiglie e centri che ospitano minori in difficoltà. L’iniziativa aderisce alla campagna nazionale “Gelato sospeso 2.0” e continuerà per tutto l’anno”. 

Ma che cos'è “Storie cucite a mano”? Si tratta di un progetto che coinvolge Moncalieri, Roma e Lecce e che è stato selezionato dall’impresa sociale “Con i Bambini” nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile. “Storie cucite a mano” vuole dare voce alle storie dei minori più fragili e garantire loro l'opportunità di riscriverle attivando aiutanti ed eroi locali, ridisegnando gli spazi, osservando da diverse prospettive, tessendo intrecci per costruire insieme una comunità “da favola”.

Il progetto - che abbraccia una moltitudine di attori, dalle scuole alle associazioni - si caratterizza come azione di prevenzione e supporto a circa 4mila bambini e bambine dai cinque ai 14 anni e alle loro famiglie (quelle più fragili e vulnerabili già seguite dai Servizi Sociali, quelle di stranieri e rifugiati appena arrivati in Italia, quelle formate da giovani coppie rom o con familiari in carcere).

L’intento è aumentare il loro benessere attraverso il coinvolgimento della scuola come fattore protettivo e l’elaborazione condivisa di nuove specifiche strategie d’intervento sui fattori di disagio e criticità sociali. Un gelato, in questa articolata opera di sostegno ai più piccoli in difficoltà, è una carezza, allo stomaco, al cuore: facciamone di più. Di carezze, si sa, c'è sempre bisogno. 
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