Lecce: l’altro centro storico, rischio degrado. «Più controlli nelle strade buie»

Lecce: l’altro centro storico, rischio degrado. «Più controlli nelle strade buie»
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Lunedì 14 Febbraio 2022, 05:00 - Ultimo aggiornamento: 14:04

Museo (bellissimo) di giorno. Sporcizia e angoli di degrado (nelle strade meno battute) di notte. Perché al calare della sera, raccontano i residenti, c’è un pezzo di centro storico di Lecce che si appresta a diventare off-limits alle auto h24 per dare più spazio ai pedoni e ad introdurre il piano dehors per potenziarne il valore estetico - rischia di trasformarsi in un luogo in cui schiamazzi, vandalismo, spaccio, ubriachezza molesta e deiezioni incontrollate prendono il sopravvento quando i riflettori, nel cuore della notte, si spengono. Nelle aree più lontane da Santa Croce, dal Duomo e dalle bellissime strade del barocco, ovviamente: il rischio degrado fa capolino nei vicoli più bui e meno battuti dalle rotte commerciali e turistiche. Anche se questi - per motivi di dimensioni ridotte del centro storico di Lecce - sono spesso situati un tiro di schioppo delle aree più “nobili”. Pochi controlli o quasi: le forze dell’ordine presidiano piazza Sant’Oronzo o, al massimo, pattugliano corso Vittorio e vie principali.

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Le lamentele dei residenti


I residenti - buona parte dei quali si dichiarano favorevoli all’estensione oraria delle chiusure - temono che la novità della Ztl h24 possa avere effetti negativi proprio negli angoli più bui. Un esempio: l’area attorno alle piazzette dei Longobardi-Innocenzo XII: centrali, eppure “vittime” in certi punti (e in certi giorni) di degrado totale. In via degli Antoglietta, per esempio, il punto su cui affacciano gli ingressi posteriori della Chiesa del Buon Consiglio e del Circolo cittadino, è ridotto in un vespasiano a cielo aperto.

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L'appello dell'associazione

Giuseppe Seracca Guerrieri, dal direttivo dell’Associazione Dimore Storiche Italiane, non ci sta: «Ci vogliono più telecamere, più controlli notturni e il rispetto di un minimo di regole, perché qui non si può più vivere. Si può certamente decidere di chiudere il centro storico h24, ma non si possono imprigionare e isolare senza appello i residenti, molti dei quali sono persone anziane. Se una di loro ha bisogno di qualcosa, anche solo di un po’ di compagnia, come si fa? La vita non può essere solo fatta di privazioni, esiste anche una quotidianità di relazioni a renderla piacevole. Altrimenti il centro storico si svuoterà nuovamente, come negli anni Settanta, e rimarranno vuoti i bei palazzi gentilizi che, nessuno se lo dimentichi, abbiamo restaurato con i nostri soldi e la nostra cultura. Il centro storico è tornato a vivere grazie a noi, quindi po’ di voce in capitolo su tutto questo dovrebbe spettarci».

Chi non ce la fa più 


In via Carlo Russi, invece, Antonella Corvaglia giura di non esagerare quando parla di paura a portare giù la spazzatura dopo le 21: «Devo prima affacciarmi al balcone per controllare che non ci siano ubriachi o bivacchi. Una volta l’ho detto pure a una vigilessa che mi redarguiva per l’orario: “Venga lei a proteggermi, alle 22, e io rispetterò gli orari di conferimento”. Ubriachi, gente che fa i propri bisogni per strada e che comincia a inveire se ne incroci lo sguardo, sporcizia intollerabile, schiamazzi di ogni tipo. Un mio collega ha venduto lo studio e se n’è andato, di recente, per questo e perché ormai i clienti non potevano più raggiungerlo. Faccio un altro esempio: il mio idraulico ha preso 98 euro di multa perché, a dire dei vigili, il regolamento consente l’ingresso a fasce orarie solo nelle strade principali. Insomma, questo non è il centro storico che si pensa, e la gente sta iniziando ad andarsene di nuovo».
Disagi che i residenti della zona attorno a via Duca degli Abruzzi conoscono molto bene, anche se decine di esposti, dicono dal Comitato dei residenti, non hanno prodotto nulla. «Giusto il Covid e le restrizioni hanno attenuato leggermente i nostri problemi - spiegano più voci insieme - ma il degrado che viviamo, anche per la presenza della mensa dei poveri, non si può spiegare a parole. Però se cerchi di protestare ti becchi del fascista e dell’egoista. E non parliamo dello spaccio alla luce del sole, a cento metri dalla Questura. Ma si può campare così?».

Italia Nostra


«Abbiamo sempre fatto della necessità di avere un centro storico decoroso e meno pericoloso di notte la nostra battaglia»: così Mario Maestoso per l’associazione Italia Nostra. «Abbiamo una sede in via Idomeneo, presso la sacrestia della Chiesa di Santa Maria della Nova - spiega - e i problemi delle altre zone del centro storico sono anche i nostri, anche se per fortuna c’è la cancellata a impedire ulteriori disastri. Di certo, maggiore vigilanza, soprattutto di notte, non guasterebbe. Forse, più che mandare le pattuglie in giro sui viali, bisognerebbe dirottarle appunto in questi vicoli. E forse sarebbe ora che anche i residenti cominciassero a far sentire forte la propria voce».

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