Interdittive antimafia e licenziamenti, sindacati pronti allo sciopero: «Violata la Costituzione»

Venerdì 29 Marzo 2019 di Paola ANCORA
Una discarica

Le prime sospensioni dal lavoro sono già arrivate. E i sindacati, uniti, hanno quindi scelto la strada dura, dichiarando lo stato di agitazione per l'intero comparto dell'igiene ambientale e annunciando che, se non saranno presi provvedimenti, lo sciopero della raccolta dei rifiuti nell'intero Salento è dietro l'angolo. La decisione - messa nero su bianco in una missiva indirizzata al prefetto Maria Teresa Cucinotta, a tutti i sindaci, al presidente della Provincia Stefano Minerva, all'Anci e all'Agenzia regionale per i rifiuti - segue l'ultima interdittiva antimafia, in ordine di tempo, firmata dalla prefettura per la Gial Plast, che effettua il servizio in alcuni Comuni popolosi della provincia leccese. 
Trattandosi del secondo provvedimento di questo tipo in pochi mesi (il primo ha colpito la Igeco ed è sub iudice, ndr), le altre imprese del comparto hanno scritto ai propri dipendenti chiedendo il certificato del Casellario giudiziale e quello dei carichi pendenti e annunciando provvedimenti disciplinari all'esito di una «attenta valutazione» di quelle carte. Stabilendo quindi una linea durissima che finirà per colpire anche chi, magari venti o 30 anni fa, ha commesso degli errori e pagato la propria pena, cercando ora di rifarsi una vita. Ed è proprio su questo che battono, oggi, i sindacati, sventolando la Costituzione repubblicana. «Chiediamo legalità e trasparenza per tutti i componenti della governance della filiera amministrativa e produttiva pubblica e privata e chiediamo che vengano garantiti e riaffermati i diritti sanciti dagli articoli 1, 3 e 27 della Carta costituzionale» scrivono infatti Fp Cgil, Fit Cisl, Uilt Uil, Fiadel e Ugl.
La lettera è rivolta, oltre che al prefetto e alle altre istituzioni, alle imprese Monteco, Ecotecnica, Gial Plast, Bianco Igiene Ambientale, Igeco, Axa srl, Ambiente e Sviluppo scarl, Armando Muccio, Maglie Territorio Ambiente, Progetto Ambiente (nei tre bacini di riferimento), Emes srl, Coop Sud arl, Sud Gas, Icom srl, Ercav srl e Consorzio Gema scrl. Il rischio, insomma, è il blocco totale delle attività di raccolta: «Il prefetto ci ascolti».

Ultimo aggiornamento: 13:45 © RIPRODUZIONE RISERVATA